Trovati con mezzo milione di banconote false: rimangono in cella

alt Interrogatorio davanti al giudice delle indagini preliminari
Hanno risposto alle domande del giudice delle indagini preliminari di Como. La versione fornita dall’uno, tuttavia, non sarebbe sovrapponibile a quella riferita dall’altro. Il gip ha quindi disposto prima la convalida dell’arresto, poi la permanenza in carcere di entrambi gli arrestati.
Stiamo parlando dei due uomini intercettati dalla squadra mobile di Como la scorsa settimana con 526mila euro falsi, tutti in banconote da 20 euro appena stampate.
In manette sono finiti un 50enne di

Napoli e un 42enne di Gentilino, in Canton Ticino. Il passaggio delle borse contenenti i soldi falsi sarebbe avvenuto – secondo quanto documentato dalla polizia – in via Castel Carnasino (a Monte Olimpino), mentre le auto della coppia sarebbero state fermate poco oltre, in via Pio XI a Sagnino. Le indagini ovviamente proseguono nel tentativo di ricostruire la vita delle banconote false, ovvero la provenienza e soprattutto la destinazione. I due arrestati non avrebbero fornito molti elementi al riguardo: uno avrebbe addirittura negato di aver passato il borsone all’altro, mentre il secondo avrebbe detto di non sapere nulla di quei soldi. La Procura di Como, pubblico ministero Giuseppe Rose, al momento contesta ad entrambi la spendita e l’introduzione nello Stato, senza concerto, di monete falsificate. Un reato per cui il massimo della pena può arrivare fino a 8 anni di cella.

M.Pv.

Nella foto:
Gli uomini della mobile di Como con le banconote sequestrate tra Monte Olimpino e Sagnino

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