Trovato morto nel recinto degli animali. Si sospetta l’aggressione di un lama

Un esemplare di lama

Il decesso, in un primo momento, sembrava attribuibile a un malore che aveva colpito l’uomo mentre era intento ad accudire i lama presenti nel recinto di una azienda agricola di Montano Lucino, la Venter.
L’autopsia però, effettuata dall’anatomopatologo dell’ospedale Sant’Anna, Giovanni Scola, avrebbe rivelato tutt’altro scenario, ovvero che la morte di Mauro Capicchioni, 64 anni di Carate Urio, possa essere in realtà attribuibile a un’aggressione proprio da parte del camelide originario del Sudamerica che stava accudendo.

A far sospettare subito che qualcosa non fosse andato come appariva, nonostante in un primo momento si fosse pensato a un malore, erano stati alcuni segni sugli arti della vittima compatibili con dei morsi. Questo tuttavia non bastava, per cambiare l’ipotesi sull’accaduto, in quanto i morsi avrebbero potuto tranquillamente essere postumi al decesso. L’autopsia, effettuata nei giorni scorsi, avrebbe rivelato però traumi al torace di una certa importanza, forse successivi a un forte colpo subito. Motivo che ha fatto subito virare l’indagine – aperta ora per omicidio colposo – su una possibile aggressione all’interno del recinto da parte del lama. Il fatto risale al 2 luglio.

L’uomo – che operava nell’azienda agricola, tanto che la vicenda è stata inquadrata come infortunio sul lavoro – tra le 9 e le 12 della mattina si sarebbe avvicinato al recinto che ospita i lama per le incombenze quotidiane. L’aggressione potrebbe essere avvenuta in questo momento. Ad accorgersi dell’accaduto sarebbe stato però uno dei titolari dell’azienda agricola il giorno successivo, il 3 luglio.

Il 64enne viveva da solo, non era sposato, nessuno dunque avrebbe segnalato il mancato rientro a casa. La scoperta del dramma, insomma, sarebbe avvenuta solo il giorno successivo. A Montano Lucino sono arrivati i carabinieri della stazione di Lurate Caccivio che hanno rilevato l’accaduto e segnalato il decesso alla Procura della repubblica di Como.
Il magistrato di turno, la dottoressa Simona De Salvo, ha poi disposto l’autopsia che avrebbe dato indicazioni impreviste che hanno modificato il fascicolo di indagine. Nell’azienda agricola sono arrivati anche i veterinari dell’Ats Insubria che avrebbero visitato l’animale finito ora al centro della vicenda giudiziaria. «L’unica cosa che chiediamo è che venga fatta chiarezza su quanto accaduto in quel recinto», dice al riguardo l’avvocato Pierpaolo Livio, che cura gli interessi del fratello della vittima. «Sono in corso le valutazioni sulla causa della morte che sono d’obbligo – replica l’avvocato Claudio Ghislanzoni, che cura gli interessi dell’azienda agricola di Montano Lucino – All’inizio pareva trattarsi di un decesso per cause naturali, ma attendiamo le risposte definitive dall’esame autoptico».

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