Truciolo tiene a battesimo il “Liturina”

Da oggi a Cantù
Ivano Rota celebra in una mostra i personaggi del Carnevale
Si intitola Maschere-personaggi, di ieri e di oggi la mostra dedicata al Carnevale che il burattinaio brianzolo Ivano Rota propone da oggi al 25 febbraio al centro “Mirabello” di Cantù.
L’esposizione nasce a corollario delle varie tournée teatrali di Rota sul territorio.
«Mi capita sovente di proporre al mio giovane pubblico lo spettacolo “Truciolo e le maschere del carnevale” – spiega Rota – che propongo anche in altri periodi dell’anno, cambiando semplicemente il titolo
in “Truciolo e la strega”. Si tratta della prima avventura di Truciolo, la maschera-burattino della città di Cantù, scritta da me nel 2000. È l’avventura nella quale tra mille peripezie il simbolo del nostro Carnevale, da semplice garzone di bottega diventa una maschera degna di stare tra le maschere della nostra tradizione».
«Ebbene – prosegue – prima che lo spettacolo inizi, nella breve presentazione al pubblico, mi diverto a raccontare che Truciolo durante questa avventura che si apprestano a vedere, incontrerà maschere conosciute e famose in tutto il mondo, come Arlecchino e Pantalone. Così è nata questa mostra di immagini e storia delle maschere tradizionali nate nel Cinque e Seicento in varie parti del nostro Paese, arricchita anche da alcune maschere nate nel secolo scorso e in questi ultimi anni, nel nostro territorio».
Nella mostra di Cantù si possono così ammirare disegni e foto di personaggi d’altri tempi, definiti nei loro caratteri unici e singolari, accanto ad un gruppo sorprendente di maschere-personaggi di epoca più recente. Ad esempio si scopre che a Varese nel 1956, per opera del poeta Giuseppe Talamoni a seguito di un concorso pubblico nasceva il “Pin Girometta”, maschera ufficiale della città giardino. Era un tale che dove ferveva l’allegria si presentava e regalava le sue “giromette”, figure di pane azzimo fatte benedire al Sacro Monte. Sempre in provincia di Varese, scopriamo che nel 1983 è nato il “Tarlisu”, la maschera ufficiale di Busto Arsizio, per opera della “famiglia Sinaghina”. Il “Tarlisu” è il corrispondente dialettale di “traliccio”, particolare tipo di tessuto prodotto nei numerosissimi opifici della città. In mostra a Cantù anche le maschere tipiche di Crema e di Viareggio. «Questi nuovi personaggi a differenza di quelli antichi ancora non sono molto definiti nei loro caratteri, non hanno cioè lo spessore dei vari Stenterello o Meneghino e dei loro altri compagni, ma sicuramente negli anni lo acquisteranno», pronostica entusiasta Ivano Rota. Che annuncia in mostra una nuovissima maschera «che solo in questi giorni sta per essere ufficializzata dalla giunta della città di Meda. È quella che ha vinto il concorso rivolto ai ragazzi delle scuole per dare un volto al “Liturina”. Che io avrò il piacere di costruire con legno e stoffa e far ballare sulla scena».
Oggi la mostra sarà accompagnata da esibizioni del burattino “Truciolo” alle 16 e alle 17.30. Ingresso libero.

Nella foto:
Il costume di Arlecchino

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