Truffa a un 95enne, la condanna. Madre e figlio rimediano in totale più di 10 anni

Giustizia, tribunale

Condanna pesante in dibattimento per madre e figlio di Cantù (rispettivamente di 64 e 25 anni) accusati di truffa ai danni di un 95enne. Per la Procura di Como la donna, in concorso con il figlio, avrebbe sottratto all’anziano circa 213mila euro attraverso diverse azioni. La sentenza – al termine di un processo dibattimentale – ha inflitto alla madre 6 anni e 8 mesi di pena, mentre al figlio sono stati inferti 3 anni e 8 mesi.

Secondo l’ipotesi avanzata dalla pubblica accusa, la signora si sarebbe qualificata come fisioterapista alle dipendenze di una clinica di Lugano, cosa che non sarebbe stata reale. In questo modo, avrebbe prima fatto terapie ed esami (anche con prelievo di campioni di sangue ed urine) senza rilasciare documentazioni, poi avrebbe anche finto di aver concluso un accordo con una società di Locarno per fare rimborsare al 95enne le spese mediche. Insomma, in più momenti – a partire dal marzo 2014 – la donna avrebbe intascato la maxi somma. I bonifici effettuati dalla vittima finivano così cui conti del figlio della donna, che avrebbe poi dovuto girarli alla fantomatica assicurazione, cosa che non avveniva. La vicenda, nata dalla denuncia presentata dal figlio del 95enne, si è conclusa con la condanna in primo grado. La signora di Cantù si sarebbe difesa in aula dicendo che in realtà quei soldi le erano stati dati spontaneamente dall’anziano.

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