Truffa ai danni dello Stato: indagato un medico

Carabinieri

L’ipotesi di reato formulata dalla Procura di Como (pm Mariano Fadda) in seguito alle indagini dei carabinieri della stazione di Cernobbio, è di «truffa aggravata ai danni dello Stato» e di «falsità ideologica in certificati commessa da esercenti un servizio di pubblica necessità».
A finire nei guai è stata una donna di 57 anni domiciliata a Maslianico, fino allo scorso febbraio medico di medicina generale presso un ambulatorio a Maslianico.

La donna, nonostante la revoca dall’incarico di “medico di assistenza primaria” da parte dell’Agenzia di tutela della salute dell’Insubria, nell’ambito territoriale dei comuni di Maslianico e Cernobbio (con una comunicazione che porta la data del 5 febbraio 2021) dovuta alla mancata disponibilità di uno studio professionale nel quale esercitare l’attività convenzionata, avrebbe comunicato più volte alla direzione l’avvio di altri ambulatori (per tornare ad avere l’incarico), poi risultati essere vari appartamenti ad uso abitativo, presi in locazione.

Inoltre, nonostante le fosse stata comunicata formalmente la revoca della convenzione, e quindi contestualmente intimato di restituire i ricettari, avrebbe continuato a rilasciare prescrizioni mediche a carico del servizio sanitario nazionale. In sostanza avrebbe dunque continuato a prescrivere farmaci a carico dello Stato quando non poteva (da qui l’accusa di truffa ai danni dello Stato), mentre avrebbe potuto farlo su carta intestata semplice con il pagamento a cura del paziente.

Da quanto è emerso dall’attività di indagine dei carabinieri, il medico avrebbe “visitato” i pazienti al telefono lasciando poi le ricette direttamente nelle buche della posta delle farmacie, oppure a casa propria o a domicilio.
Il medico, ad inizio settimana, è stato sottoposto a una perquisizione domiciliare, disposta dalla Procura. Sono così stati rinvenuti due dei venti blocchetti ricettari rilasciati da Regione Lombardia parzialmente utilizzati in data successiva alla decadenza e non restituiti a causa, secondo la donna, di una mera dimenticanza.

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