Truffe agli anziani, più di dieci denunce al mese. Il comandante: «Reato in crescita»

Carabinieri

Il prefetto di Como Bruno Corda ospite della cerimonia di ieri al comando provinciale dei Carabinieri

Più di dieci denunce al mese dall’inizio dell’anno, nonostante l’incremento delle attività di prevenzione e sensibilizzazione. Il comandante provinciale dei carabinieri di Como, colonnello Andrea Torzani, ha richiamato l’attenzione sull’allarme truffe agli anziani ieri, in occasione della celebrazione del 203esimo anniversario di fondazione dell’Arma.
«Un fenomeno criminale in preoccupante crescita è, purtroppo, quello delle truffe agli anziani – ha sottolineato il comandante provinciale – Le denunce presentate all’Arma nei primi mesi di quest’anno sono già 58. Si tratta di un reato particolarmente odioso perché va a colpire una fascia debole che, si è riscontrato, qualche volta tende anche, per imbarazzo e pudore, a non denunciare neppure quanto accaduto».
L’attività di prevenzione è stata incrementata. «Abbiamo posto particolare attenzione operativa e informativa a questo fenomeno – ha detto ancora il colonnello Torzani – In accordo con la prefettura abbiamo distribuito un vademecum contenente consigli e norme di comportamento utili con la collaborazione di medici di medicina generale e farmacisti. L’Arma fa prevenzione con incontri con la cittadinanza. Nei primi mesi del 2017 ne sono già stati organizzati 17, 11 generici sulla legalità e 6 sulle truffe agli anziani».
Tra gli obiettivi dell’Arma anche interventi per far crescere il senso di sicurezza dei cittadini. «I dati sulla criminalità sono in diminuzione, ma è aumentata la sensibilità della popolazione ed è cresciuto il senso di insicurezza – ha sottolineato il comandante provinciale dell’Arma – È necessario lavorare anche su questo oltre che sulla diminuzione dei reati. Il fine cui tendiamo con tutte le nostre le forze è creare le condizioni per ridurre il senso di insicurezza che affligge parte dei cittadini. Questo per contribuire all’innalzamento della qualità della vita e al consolidamento della cultura della legalità, presupposto di ogni possibile miglioramento democratico futuro».
Anna Campaniello

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