Truffe agli anziani, strategia a tutto campo

opinioni e commenti di marco guggiari

di Marco Guggiari

La duplice iniziativa di questi giorni per fare fronte all’emergenza delle truffe agli anziani merita di essere richiamata. Venerdì scorso, nella Biblioteca “Paolo Borsellino” di Como, Progetto San Francesco, Cisl Pensionati e Anteas hanno organizzato un convegno sul tema (“Occhio a chi entra…!”), coinvolgendo Comune e Questura. In parallelo, proprio queste ultime due entità hanno organizzato incontri pubblici nei quartieri del capoluogo per informare e aiutare i cittadini a non essere raggirati (il primo è previsto per domani pomeriggio a Lora).

L’attacco agli anziani è particolarmente diffuso e odioso. Gli sciacalli hanno quasi sempre atteggiamenti gentili e rassicuranti. Sono vigliacchi persuasivi. Vestono i panni di finti tecnici dell’acquedotto, del gas o dell’energia elettrica. Sono falsi assicuratori, o imbroglioni camuffati da postini. Altri inscenano inesistenti sinistri stradali. Talvolta spuntano perfino ipnotizzatori.

Le tecniche adottate sono le più fantasiose e, solo in apparenza, improbabili. La popolazione che invecchia è un bacino ampio e fragile per chi si dedica all’attività criminosa. I malfattori utilizzano  spregiudicatamente a proprio vantaggio la solitudine, l’ingenuità di ritorno degli anziani, la loro tendenziale timidezza. Lo fanno tentando di entrare nelle loro case. In qualche caso, specialmente in passato, hanno usato i raggiri ottenendo dalle vittime designate prelievi di denaro dalle banche, che si sono finalmente attrezzate e ora cercano di capire se un anziano che chiede allo sportello di avere una forte somma in contanti lo faccia liberamente, oppure sia psicologicamente costretto da qualcuno.

Tanti, per vergogna, non denunciano, ma pagano un prezzo alto e non soltanto per essere stati spogliati dei propri averi, ma anche per l’avvilimento e la depressione che conseguono.

Sono ottimi e meritori gli incontri pubblici proposti a Como. Aprono la strada per arginare il fenomeno, ma serve anche altro. Occorrono sempre più vigili e poliziotti di quartiere; sono utili le telecamere, sia pure per individuare i colpevoli di truffe già tentate o consumate. È importante il “112” e, se possibile, un numero dedicato per chiedere aiuto, segnalare e denunciare. Preziosi i passaparola, anche della Chiesa, il buon vicinato, i manuali di autodifesa per non cascare nei tranelli (un magistrato suggerisce che anche gli anziani, per non farsi intortare, dovrebbero essere più maleducati. O, almeno, più sospettosi). Essere allerta, va da sé, è un antidoto al fenomeno. E poi, dobbiamo sperare che il disegno di legge che inasprisce le pene per il reato specifico di circonvenzione di anziani, fermo alla Camera dei deputati dallo scorso 9 luglio, compia tutto il suo percorso e diventi presto norma in vigore.

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