Truffe in serie in bar e ristoranti: tre anni di condanna

alt I fatti tra il 2009 e il 2011
Cade il reato associativo. “Paga” un solo imputato dei quattro finiti a processo

(m.pv.) Una condanna a tre anni e quattro mesi per una serie di truffe ad attività commerciali, tra cui una concessionaria di Harley Davidson ma anche più locali (bar e ristoranti) della città e della provincia.
La decisione è stata presa ieri dal collegio del Tribunale di Como – presidente Vittorio Anghileri, a latere Ortore e Cecchetti – che ha optato anche per tre assoluzioni. Stiamo parlando della vicenda che aveva visto la Procura contestare agli imputati (un 43enne, un 36enne e un

27enne di Legnano e una 44enne di Fagnano Olona) l’associazione per delinquere finalizzata alla truffa di più esercizi commerciali. In pratica, secondo il pm, il gruppo rilevava la gestione di bar e ristoranti sparsi nella provincia per poi svuotarli di ogni bene e restituirli ai vecchi proprietari completamente ripuliti. Il tutto grazie ad una clausola contrattuale che prevedeva il ritorno al vecchio titolare dell’intera attività in caso di insolvenza da parte dei nuovi gestori. Cosa che puntualmente avveniva, ma solo dopo aver fatto sparire tutto il possibile.
In realtà, stando alla decisione del collegio – che ha accolto le richieste della difesa rappresentata dagli avvocati Pier Paolo Livio e Stefano Marcolini – quest’ultimo modo di agire “sfruttando” la clausola non sarebbe stato provato, mentre sarebbero rimaste nella loro interezza le truffe – almeno cinque – a carico dei fornitori e dei clienti delle attività che venivano rilevate e che però non venivano mai pagati per le prestazioni eseguite.
Ieri la vicenda è quindi giunta alla conclusione.
La pubblica accusa ha chiesto tre assoluzioni e una condanna per il 43enne a sei anni.
Il collegio ha accolto le assoluzioni, ma ha poi deciso per una pena di 3 anni e quattro mesi per l’ultimo imputato rimasto, togliendo il reato associativo e pure un episodio delle truffe contestate per un difetto di querela.
Alle vittime dei raggiri – – quattro – è stato riconosciuto un risarcimento complessivo del danno quantificato in 53.600 euro più le spese legali.
«Chiederemo un risarcimento per l’ingiusta detenzione degli imputati oggi assolti», dicono intanto gli avvocati della difesa, ricordando la custodia cautelare in carcere e ai domiciliari.
Le motivazioni della sentenza verranno rese note tra 60 giorni.

Nella foto:
Il palazzo di giustizia di Como dove ieri pomeriggio è stata letta la sentenza su una serie di truffe in provincia

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