Cronaca

Tsunami Dem sui Comuni

Il voto amministrativo
Le liste civiche di centrosinistra conquistano molte amministrazioni
(da.c.) Il terremoto prodotto dal plebiscito per Matteo Renzi non ha risparmiato le amministrazioni comunali chiamate a rinnovare i propri organismi elettivi. Sono stati infatti molti i paesi che hanno fatto segnare il cambio di maggioranza. E l’affermazione delle liste orientate verso il centrosinistra è stata netta.
Si è ripetuto, con numeri decisamente maggiori, quanto già accaduto lo scorso anno.
La tornata del 2014 vedeva ben 97 Comuni al voto e oltre 240 candidati a sindaco in gara per ottenere una personale affermazione.
Il primo dato da sottolineare è l’astensione, cresciuta rispetto a cinque anni di 6 punti ma ancora su livelli “accettabili”. I comaschi che hanno votato per i loro sindaci sono stati infatti oltre due terzi degli aventi diritto, il 70,35%. Nel 2009 l’affluenza al voto negli stessi paesi era stata del 76,31%.
Molti i comuni in cui le percentuali dei votanti sono state superiori all’80, con il record di Stazzona che ha superato quota 90%. A Bene Lario la palma del paese con la maggiore astensione. Nel piccolo comune centrolariano si è recato alle urne soltanto il 58,43% degli elettori. Impossibile riassumere in un solo articolo tutti i risultati delle 97 amministrazioni in cui si è votato. I nomi dei sindaci eletti si possono leggere nella pagina a fianco.
Sindaci eletti al primo turno tranne che a Mariano Comense, a Proserpio e a Menaggio dove si andrà al ballottaggio. Nel primo caso, il secondo turno era previsto dalla legge qualora nessuno dei candidati a sindaco avesse ottenuto più della metà dei voti in prima battuta. Nel secondo caso, invece, i due sfidanti – Elisabetta Nava e Giulio Nava – dovranno sfidarsi di nuovo avendo raccolto domenica nelle urne lo stesso numero di voti: 294. A Menaggio, risultato pari tra Adolfo Valsecchi e Michele Spaggiari tra una infinità di contestazioni e annunci di ricorsi. Fino a ieri sera la Prefettura non aveva ancora ufficializzato il risultato. Mentre davanti al municipio le due “fazioni” erano impegnate in una contesa verbale piuttosto accesa.
Nei 14 Comuni in cui non c’era partita – ovvero dove il candidato sindaco era uno solo – è stato raggiunto il quorum. Ce l’hanno fatta quindi Claudio Ronchini (Cagno), Elvio Colombo (Castelmarte), Oscar Gandola (Cerano Intelvi), Luciano Soldati (Colonno), Luigi Molina (Corrido), Luciana Palo (Dosso del Liro), Adelio Frigerio (Luisago), Tiziano Citterio (Maslianico), Giovanni Vanossi (Merone), Giuseppe Gandola (Pognana), Sergio Binda (Rezzago), Tiziana Guidi (San Nazzaro), Mauro Simoncini (Valmorea) e Giuseppe Sorbini (Zelbio).
Tra i nuovi sindaci, 15 sono donne (su un totale di 44 candidate). Molte le curiosità degne di nota. Ad esempio, la sconfitta della Lega Nord a Lezzeno, paese storicamente considerato feudo elettorale del Carroccio. Nel nuovo consiglio comunale, per la prima volta da due decenni, non siederà l’ex senatore Armando Valli “Mandell”.
Il nuovo “ridotto” leghista è adesso Vercana, in Altolago, comune guidato per due decenni dal consigliere Dario Bianchi che ieri ha voluto sottolineare il risultato della Lega nel suo paese.
Da segnalare anche qualche ritorno eccellente sulla scena politica lariana. A Ramponio Verna è di nuovo sindaco Mario Colombo, entomologo e professore universitario, già assessore alla Cultura in Provincia per due volte. Ha battuto l’uscente Donata Volpi per soli tre voti (131 a 128). Molti, si diceva, i “ribaltoni”, alcuni dei quali clamorosi. A Rovellasca, per esempio, il presidente della Lega delle Cooperative di Como, Renato Brenna, è stato eletto sindaco per soli 28 voti (1.938, pari al 45,8%) battendo l’uscente Sergio Zauli, esponente del centrodestra, che si è fermato a 1.910 voti. Lontanissimo il terzo candidato, il grillino Giuseppe Cozzi, che ha ottenuto 383 voti.

Nella foto:
Nei seggi delle amministrative sul Lario la percentuale dei votanti è stata comunque più alta rispetto a quella nazionale
27 maggio 2014

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