Tuffi vietati, controlli in aumento. Ma in viale Geno continuano i bagni

Non sono passate nemmeno 24 ore dalla morte del 20enne originario della Turchia, Mehemet Agsak – che dopo un tuffo nel lago nello specchio d’acqua davanti a Villa Geno non è più riemerso – che di nuovo in quella stessa zona (non balneabile) qualcuno è tornato a nuotare.
Il grande caldo di questi giorni rende il lago ancor più invitante per qualche istante di refrigerio, ma non si può fare il bagno ovunque. Per monitorare l’area verranno organizzati dei controlli da parte della Polizia Locale e – con ogni probabilità – arriverà una nuova serie di cartelli per segnalare il divieto.
Il 20enne, residente a Turate, si stava divertendo con gli amici, poi si è tuffato nel lago e non è più riemerso. La macchina dei soccorsi si è messa subito in moto, il ragazzo è stato poi individuato dai vigili del fuoco a diversi metri di profondità (circa 8), e trasportato d’urgenza in codice rosso all’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia.
Le sue condizioni sono apparse gravissime sin da subito e purtroppo poco dopo è arrivata la notizia che non ce l’ha fatta. Sembra sia rimasto sott’acqua per oltre mezz’ora.

La tragedia di venerdì riporta l’attenzione su un problema noto: quello dei bagni dove non consentito.
«Noi possiamo aumentare i controlli e cercheremo di farlo compatibilmente con le risorse che abbiamo in organico ma il tratto di costa non balneabile è ampio ed è difficile monitorare tutto – dice il commissario capo della Polizia Locale di Como, Aurelio Giannini – confidiamo nel rispetto delle regole e nel buon senso delle persone anche perché il lago è pieno di insidie». Già ieri però lo scenario era lo stesso.
Annunciato anche l’arrivo di nuovi cartelli che indicano il divieto di balneazione che probabilmente verranno collocati a breve dal settore Ambiente del Comune. Cartelli come quelli che sono presenti qualche metro più avanti nella parte finale del viale.

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