Turba: «La crisi aiuterà l’autonomia»

Alessandra Locatelli tra Sergio Mattarella e il premier Giuseppe Conte

Dal Parlamento a Palazzo Lombardia, quali effetti avrà la crisi sul territorio? Difficile da pronosticare anche per i rappresentanti comaschi in Regione.
La Lega da sola o alleata con il centrodestra vorrebbe guidare l’Italia, così come avviene già in Lombardia. L’idea di Matteo Salvini naturalmente piace molto a Fabrizio Turba, sottosegretario con delega ai rapporti con il consiglio regionale.
«La crisi a Roma non avrà effetti se non positivi sulla Lombardia – attacca Turba – Noi in Regione abbiamo già chiuso l’assestamento di bilancio. Prima di fine anno presenteremo il bilancio preventivo per dare risposte ai Comuni e a tutti i cittadini. Finora una parte del governo ci aveva solo preso in giro. Di Maio ha continuato a rinviare per un anno questioni importanti, come l’autonomia regionale. Non si poteva andare avanti. Il modello Lombardia può esser vincente anche a Roma. Il Movimenti Cinquestelle continui pure a fare l’opposizione, ma non dai banchi del governo».
Riguardo alle alleanze con Fratelli d’Italia e Forza Italia, Turba è convinto che Salvini farà la scelta migliore.
«Spero solo che si arrivi subito alle elezioni – dice ancora il sottosegretario – La nostra regione è la locomotiva d’Italia è ha bisogno subito di interlocutori a livello nazionale. L’autonomia non può aspettare». Del resto era stata inserita anche nel contratto di governo gialloverde.
Turba parla poi della flat tax.
«Serve una scossa all’economia e la si può dare solo abbassando le tasse alle imprese – dice Turba – Oggi la pressione fiscale è al 60%, va tagliata del 40% e con un po’ di buon senso ci si può arrivare. Se per esempio non si erogassero più fondi per i bandi di sostegno alle imprese si risparmierebbero milioni. Tanto, con tasse ridotte, l’impresa che lavora riesce a finanziarsi da sola. A breve vareremo la legge sulla rigenerazione urbana, per le amministrazioni e l’edilizia si apre una nuova stagione».
Non la pensa proprio come Turba Raffaele Erba, consigliere del Movimento 5 Stelle, all’opposizione in Regione.
«Il contratto di governo stipulato tra Lega e Movimento 5 Stelle era il nostro impegno nei confronti degli italiani. Qui erano contenuti tutti gli interventi da realizzare per avere un’Italia migliore. A questo impegno e a tutti i contenuti che conteneva non abbiamo mai detto di no – dice Erba – Anzi. Abbiamo sempre lavorato assiduamente per realizzare ogni singolo punto nell’interesse dei concittadini».
«Oggi chi si chiama fuori disattende pesantemente la parola data e tradisce il patto con gli elettori. La fiducia nel governo è sempre stata alta e in poco più di un anno sono state realizzate moltissime cose».
«Ora con un gesto sconsiderato e irragionevole – aggiunge Erba – si brucia tutto il lavoro svolto. L’aumento dell’Iva sarà un bagno di sangue. Chi sostiene di non badare alle poltrone e di non prestare attenzione ai sondaggi, in realtà mira a ottenere ancora più poltrone riportando gli italiani alle urne. Non a caso, la stessa forza politica si rifiuta di tagliare 345 parlamentari».
Forza Italia è alleato della Lega in Regione, potrà esserlo ancora anche per le Politiche?
«Per un certo verso mi ha lasciato sorpreso l’accelerazione di Salvini sul tema della sfiducia – commenta il presidente del consiglio regionale, Alessandro Fermi – Sulle alleanze si vedrà. Al momento ho qualche dubbio che si possa votare ad ottobre, credo che più facilmente si andrà ai primi mesi del 2020. Sicuramente si sta scrivendo una pagina particolare della storia repubblicana. Fare saltare il governo su una mozione così non si era mai visto. Siamo nella terza Repubblica, nata da un’alleanza gialloverde che si è dimostrata subito un azzardo. All’inizio le cose sembrano funzionare, ma poi il banco vince sempre».
I tempi del voto potrebbero essere un problema?
«Se si dovesse votare in autunno non si può pensare alla rigenerazione del partito – dice – Diverso se si parla dell’inizio 2020. Forza Italia rimane l’unica forza di centrodestra al centro, un contenitore in grado di rappresentare la parte moderata degli italiani che si erano spostati sul Pd nell’era di Renzi. E ora non sa più cosa votare» conclude.
Gli stessi problemi di Forza Italia, con le elezioni a ottobre li potrebbe vivere proprio il Partito Democratico, abituato a scegliere i candidati attraverso il sistema delle primarie.
«Non sono appassionato di previsioni sui tempi di votazioni – dice Angelo Orsenigo, consigliere regionale Dem – Ci sono troppi fattori ancora in gioco, come il taglio stesso dei parlamentari. Nessuno si aspettava che un governo con Salvini e Di Maio potesse mangiare il panettone, ma la capitolazione è stata immediata. Ora si devono mettere in fila le cose. A livello regionale non avremo scossoni. I Cinquestelle sono già una forza di opposizione. Mi sembra davvero prematuro parlare di primarie sì o no, di candidature. Ci sono troppe variabili. Noi non possiamo che continuare a lavorare sul territorio ogni giorno e incontrare le persone», conclude.

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