Turbo e freno a mano, Lario a due velocità

opinioni e commenti di lorenzo morandotti

di Lorenzo Morandotti

Quanto è difficile fare sistema, da queste parti, se manca una cabina di regia che governi, indirizzi, progetti e stabilisca le priorità. Da un lato  si raccolgono frutti seminati nel tempo, con pazienza e costanza, e i risultati sono spesso oltre ogni più rosea aspettativa. Dall’altro vengono al pettine nodi irrisolti, e si deve constatare amaramente che la realtà è spesso peggiore del peggiore incubo.

Un esempio virtuoso quanto illuminante. Non ha ancora riaperto i battenti anche se il lavoro di pianificazione prosegue a pieno regime anche in pieno inverno, e già Villa Carlotta, gioiello di Tremezzina celebre nel mondo per i suo parco botanico e i suoi tesori d’arte, il cui ente di gestione nel 2017 ha festeggiato il 90° di attività, mette a segno l’ennesimo record e fa naturalmente notizia.

L’annuncio come riferito dal nostro giornale nelle pagine di cronaca è  di pochi giorni fa: sono stati ben 228.590 gli ingressi nel corso della stagione 2018, +1,22% rispetto a quella del 2017. Sono numeri a cui è bello fare l’abitudine.

Quando riaprirà il 22 marzo prossimo, la storica dimora a lago potrà insomma contare su una invidiabile base di partenza, su uno slancio di ottimismo, mettendo a frutto quanto seminato in passato sulla base di una pianificazione costante, oltre che di un prestigio che ha radici antiche. Certo, tutto è migliorabile, per carità. Ma se mettiamo a confronto la quantità di visitatori che ha premiato Villa Carlotta con altre situazioni comasche, il paragone è impietoso.

Sembra accanimento terapeutico, ma pensiamo ai musei comaschi, costantemente in cerca di visitatori oltre che di una direzione che permetta di programmarne le attività e faccia ruotare le opere esposte valorizzando quelle in deposito.

Un patrimonio che pure – diamo credito agli sforzi che si compiono perché mettono in gioco persone, competenze, energie e denari – si cerca di rinnovare con solide basi scientifiche. Si veda   ad esempio la nuova sezione romana del museo Giovio di piazza Medaglie d’Oro di cui diamo conto questo mese nel nostro inserto dedicato al tempo libero Vivicomo, lo trovate gratis e potete scaricarlo dal nostro sito Internet  www.corrierecomo.it.

Ma non ci sono solo i musei: c’è un ricco patrimonio di tesori archeologici ancora da scoprire, o da raccontare meglio. Si è atteso a lungo ad esempio per la valorizzazione dei reperti dell’antico porto di Como rinvenuti in piazza Cacciatori delle Alpi, di fronte a quel moderno fossile in cerca d’autore che è l’ex cineteatro Politeama, e ora  pare che si arrivi all’allestimento dell’infopoint archeologico da tempo progettato. Piccoli semi che se fatti germinare con criterio potrebbero portare nuova linfa e anche nuovi profitti al turismo culturale che spesso si invoca come motore economico del territorio.

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