Turismo culturale, il 2010 è il tempo della svolta

Lago della bilancia di Lorenzo Morandotti
Il circuito “I luoghi del Razionalismo” che il Comune di Como si appresta a varare, con quattro distinte proposte di itinerario, è la prova definitiva che il futuro della città è nel turismo culturale. Si tratta solo di prenderne atto e comportarsi di conseguenza. Ma occorrono alcuni distinguo. E alcuni scatti sull’acceleratore, visto che il settore è molto agguerrito.
Ad esempio, non c’è ancora un adeguato gioco di squadra sul fronte della promozione. Palazzo Cernezzi ha ancora

8mila “WelComo Card” (le tessere che offrono sconti, servizi e gratuità varie) da vendere ai turisti. E chiede agli albergatori di fare di più. Inoltre si punta, doverosamente, sulla valorizzazione dei tesori dell’architettura del ’900. Alla Casa del fascio di piazza del Popolo, che dal ’56 è sede della guardia di finanza, con l’istituzione di un programma di visite sistematico da Pasqua a ottobre, sembra giunto l’anno della svolta. Ogni anno arrivano 3mila appassionati di Giuseppe Terragni e delle sue geometrie. E le domande di accesso con adeguati ciceroni nella struttura, che è pur sempre una caserma con logiche di gestione di tipo militare, sono in crescita. Con prevalenza di studenti di architettura stranieri che bussano. Di fronte a un aumento della domanda, sarebbe naturale aspettarsi un bookshop all’interno, con tanti potenziali acquirenti di guide e saggi desiderosi di sapere. Ma la guardia di finanza fa fin troppo, e alza le mani: ha già fatto e fa molto per difendere il monumento dal degrado e dalla naturale decadenza dei materiali. Pretendere di più sarebbe troppo. Sono i soliti paradossi di Como: tanta ricchezza potenziale, tanto volontariato, ma ancora, nei fatti, poca voglia di fare sistema.

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