Turismo e shopping, la città si riempie: «Ma manca l’indotto creato dagli svizzeri»

fine settimana affollato con tante persone in giro sia in centro città che sul lungolago (via Cesare Cantù).

Gente a passeggio in centro fin dalle prime ore del pomeriggio, macchine e soprattutto un fiume di moto in movimento verso le bellezze del lago. E giovani, tanti giovani, riuniti a partire da venerdì sera nelle piazze e nei locali della movida cittadina.
Così si è presentata Como nel secondo weekend di riapertura con tutti i pro e i contro del caso. Se infatti i commercianti e i cittadini iniziano a respirare un’aria familiare e a rivedere le vie popolarsi come in passato, tutto ciò non deve far dimenticare l’emergenza in corso. Appelli a rispettare le misure di sicurezza e a muoversi con le dovute cautele infatti si succedono continuamente. Ieri intanto, si è formata un coda – ovviamente ben diversa da quelle chilometriche dell’estate passata – all’esterno della funicolare. Maggior movimento anche all’imbarcadero e tante persone a passeggio nel parco di Villa Olmo. Con il passare delle ore, nelle vie del centro si è poi assistito all’aumento di quanti si sono avventurati nei negozi per tornare a provare l’ebbrezza dello shopping. «Ho notato che le persone stanno cominciando a muoversi con più confidenza – ha detto Marco Cassina, di Federmoda Italia Como (Confcommercio) – E soprattutto si sta diffondendo un cambiamento nell’approccio. Chi entra, lo fa per acquistare. Diciamo che arriva con le idee già chiare. Se da un lato questo comportamento può essere positivo, perché riduce la permanenza nel negozio delle persone e quindi il rischio sanitario, dall’altro annulla quel classico atteggiamento di quanti entravano anche solo per guardarsi intorno e poi magari comprare qualcosa». Ovviamente il paesaggio urbano di questo indimenticabile mese di maggio 2020 è ben «diverso dall’anno scorso. Ma stiamo notando un progressivo ritorno alla normalità che per noi commercianti è anche legato alla possibilità per gli svizzeri di ritornare a fare acquisti in città. Ho già ricevuto parecchie chiamate di clienti dal Ticino che volevano sapere quando potranno venire», aggiunge Cassina, che conclude con ottimismo: «Anche dopo essermi confrontato con altri colleghi, possiamo dire che seppur lentamente si inizia a intravvedere un miglioramento».
Attività e movimento ieri mattina anche al mercato. «Sono stato tra le bancarelle fin dalle prime ore del mattino e ho notato da subito molte persone intente a fare acquisti – interviene il presidente di Confesercenti Como, Claudio Casartelli – Le operazioni si sono svolte con regolarità e le misure di sicurezza erano rigidamente rispettate».
Da un primo confronto con alcuni degli operatori «è subito emerso con evidenza come il calo sia dovuto, oltre che alla situazione ancora non del tutto normalizzata, alla mancanza dei turisti e degli acquirenti svizzeri che erano in molti casi degli habituè qui a Como. Ovviamente la speranza è che presto possano tornare».
La città dunque si sta progressivamente ripopolando a cominciare dalle prime ore del mattino, tra le bancarelle del mercato, poi in centro e alla sera nei locali.

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