Turismo: «I ritardi nei vaccini allontaneranno i clienti storici»

La mappa è suddivisa in nove sezioni, dai luoghi naturalistici ai percorsi ciclo-pedonali, dai set cinematografici ai pontili della Navigazione

La campagna vaccinale in ritardo, le incomprensioni sulla gestione delle dosi e i timori di non centrare l’obiettivo “immunità di gregge” nei tempi previsti incombono sui piani di ripartenza dei singoli territori.
E per Como ciò equivale a gettare un’ombra lunga sulla prossima stagione turistica. L’allarme lanciato sulle pagine del Corriere di Como dal sindaco Mario Landriscina non può che trovare purtroppo allineati gli operatori del settore. «Siamo ormai a febbraio e potrebbe apparire prematuro parlare di vacanze estive, ma così non è. Innanzitutto ci saremmo aspettati di sapere, ad esempio, entro quando il personale delle strutture ricettive avrebbe potuto ricevere il vaccino e così non è stato», spiega Ross Whieldon vicepresidente di Federalberghi Como e titolare dell’hotel Britannia Excelsior di Griante. L’imprenditore tratteggia l’estate in arrivo ai tempi del Covid: «La discussione è ancora limitata al livello nazionale, dove regna confusione su tempi, modalità e numeri di dosi in arrivo o previste per il territorio comasco così come per il resto della nazione, e ciò non può che impensierirci e non poco in vista della stagione». «Chi deve decidere non capisce che, stante la situazione attuale, ci sono troppi alberghi e strutture ricettive – aggiunge Whieldon – che rischiano di non farcela. Dobbiamo sapere quando ci saranno i vaccini. Il colmo sarebbe ad esempio vedere i tedeschi vaccinati, perché sono partiti per tempo, pronti a venire sul lago ma costretti a scegliere altre destinazioni se l’Italia sarà ancora scoperta. Mi chiedo perché in Europa non venga istituita una commissione di inchiesta».

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