Turismo, la fiera di Lugano diventa vetrina del cibo italiano

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Il presidente degli albergatori comaschi: «Il nostro business si consolida altrove»

(da.c.) Tre giorni dedicati al Belpaese tra turismo, gastronomia e business.
Ancora una volta, Lugano si muove in direzione Sud, confermando la sua vocazione italofila a dispetto delle esternazioni poco amichevoli di alcuni politici ticinesi.
Se la Lega d’oltre frontiera sbraita in continuazione contro i cugini “romani”, il mondo degli affari si muove decisamente controcorrente. D’altronde, non potrebbe essere altrimenti. L’Italia è il porto naturale nel quale finiscono per approdare

più o meno tutte le barche del cantone confinante.
L’ultimo esempio di una vicenda talvolta paradossale (ma soltanto agli occhi di chi non conosce davvero la Svizzera italiana) è la tre giorni della fiera del turismo aperta ieri nei grandi spazi espositivi luganesi. “I Viaggiatori” è giunta all’11esima edizione e sta mutando rapidamente pelle per aderire alle pieghe di un mercato in costante cambiamento.
Basta muoversi tra gli stand per capire quale sia lo scenario: molta Sardegna, molta Sicilia, moltissima enogastronomia tricolore, qualche sprazzo anche di Lombardia.
«Sono sempre più numerosi gli chef e le aziende italiane che scelgono Lugano quale piazza strategica per proporre la propria arte e la propria tradizione», dicono gli organizzatori del salone ticinese delle vacanze. E non è un caso che, giunta alla sua edizione numero 11, la stessa fiera luganese abbia deciso di dedicare un premio (il Gourmet Choice) alle eccellenze della tavola italiana, «considerando – spiegano ancora gli organizzatori della tre giorni – che ormai sono sempre più numerosi i turisti che legano l’esperienza del viaggio alla possibilità di conoscere il territorio soprattutto attraverso le chicche del food & wine».
Como tra adesione e scetticismo
E Como? La nostra provincia non è rimasta a guardare, ma non ha nemmeno investito troppo nei padiglioni luganesi. Una compassata via di mezzo, almeno stando ai nomi che scorrono sull’elenco degli espositori. Tre i riferimenti importanti: la Camera di Commercio, il Grand Hotel Tremezzo (di proprietà della società amministrata dal presidente della stessa Camera di Commercio, Paolo De Santis) e Lake Como Holiday, associazione d’imprese la cui governance è affidata al numero uno di Villa Erba, Jean Marc Droulers.
Assente, invece, l’associazione lariana degli albergatori. «Questo tipo di fiere, a carattere istituzionale, non ci sono utili – dice Roberto Cassani, presidente dell’Assoalbergatori di Como – È giusto che ci siano invece la Provincia o la Camera di Commercio in rappresentanza del territorio». Il motivo per cui le imprese turistiche lariane non sono a Lugano è chiarito da Cassani in modo esplicito. «Il business – dice – si fa a monte con i tour operator o le agenzie. Ormai anche appuntamenti storici come la Bit o quello di Rimini hanno perso interesse e non aprono contatti né contratti. Tutto è superato da Internet».

Nella foto:
Si chiuderà domani la tre giorni sul turismo organizzata alla Fiera di Lugano. Moltissimi gli stand delle imprese italiane

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