Turismo, la pandemia cancella mille posti di lavoro negli hotel

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Il turismo sul lago, oppresso dalla pandemia, vede assottigliarsi in maniera sostanziosa l’occupazione. Nel settore ricettivo (alberghi, alloggi per vacanze e campeggi), un addetto su tre ha infatti perso il lavoro nel confronto tra il 2020 e il 2019: dai 3.500 occupati del 2019 si è passati ai 2.400 del 2020 (-31%). Tengono, invece, le imprese del comparto ricettivo (-5), anche se nel conto mancano all’appello 13 alberghi.
Nel complesso, prendendo in considerazione tutti i servizi a disposizione dei turisti – che si spera possano tornare presto sul lago – dagli alloggi di vario tipo per le vacanze ai bar e ristoranti fino alle agenzie di viaggio, in provincia di Como si è registrato un incremento di 18 imprese. Le note dolenti, come detto, riguardano gli addetti. Su questo fronte infatti tra il 2019 e il 2020 si è visto un crollo nel numero degli impiegati di ben 1.276 persone. Con il turismo a regime ridotto e gli alberghi chiusi, a risentirne sono stati in prima istanza quanti lavoravano nelle strutture a partire dai tanti “stagionali” che ogni estate operano sul lago.
Numeri altalenanti che però confermano, nonostante l’emergenza sanitaria, come il turismo continui a rappresentare ancora uno dei punti cardine, se non il principale, dell’economia del territorio.
«Il settore turistico conferma la sua centralità per l’intera economia lariana. Nel 2020, a fronte della pandemia da Covid-19 e dei ripetuti lockdown che lo hanno di fatto bloccato, c’è stato un calo del numero di addetti. Questo dato preoccupa, ma il numero delle localizzazioni attive è però cresciuto – dice il componente di giunta camerale Giuseppe Rasella – Rispetto a inizio 2016 però l’incremento è stato del 10% e per gli addetti addirittura del 20,7%».
La dettagliata analisi è stata predisposta dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Como e Lecco. «Negli ultimi 5 anni Como e Lecco hanno rafforzato la loro posizione in Lombardia, con performance sempre sopra la media regionale – spiega Rasella – Per questo oggi è fondamentale sostenere il binomio turismo e cultura, vero volano economico dell’area lariana, specie sul piano della liquidità (per dare ossigeno all’intera filiera) e degli investimenti in sostenibilità. Sperando in una forte accelerazione della campagna vaccinale che permetta ai visitatori di muoversi in totale sicurezza. L’appeal lariano è ancora molto alto».
Tornando ai numeri, va evidenziato ad esempio, come gli alloggi per le vacanze siano cresciuti di 7 unità e le aree campeggio di 3, mentre viene certificato un calo di 13 strutture alberghiere, tutto sempre nel confronto tra il 2019 e il 2020. In crescita anche il numero dei ristoranti passati dai 2.109 del 2019 ai 2.153 del 2020. Drastico invece il calo fatto segnare dai bar che sono scesi dai 1.718 del 2019 ai 1.649 del 2020 con un crollo di ben 69 locali in soli dodici mesi.
L’obiettivo è ora quello di far ripartire la macchina del turismo e sperare che le restrizioni per arginare la pandemia, insieme alla campagna vaccinale, consentano una riapertura anche ai turi stranieri.

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