Turismo, la Tremezzina scende in campo. Ma salta la Sagra dell’Isola

I fuochi d'artificio 2018 all'Isola Comacina

Anche quest’anno la Sagra di San Giovanni sull’Isola Comacina, storicamente l’evento di maggiore attrazione turistica sul lago di Como, salta causa covid. “E’ un evento che richiama decine di migliaia di persone che oltre a concentrarsi a Ossuccio si spargono su un’area vasta di qua e di la’ dal lago. Assolutamente non organizzabile e incontrollabile per misure di sicurezza e distanziamento interpersonale” dice il sindaco di Tremezzina Mauro Guerra.

Sull’Isola Comacina si svolgerà giovedì su Rai2 in seconda serata la prima puntata della trasmissione tv di Davide Van De Sfroos “Mythonauta” dove Albertina Nessi, scrittrice e figlia del mitico ristoratore “Cotoletta” che ospitò nel suo ristorante sull’isola anche Alfred Hitchcock rievocherà i fasti di questo luogo magico. E a settembre l’associazione di cui Albertina è vicepresidente “Segreta Isola” tornerà sulla Comacina con un evento all’insegna dell’arte. Intanto però addio Sagra: pare che si lavori per mantenere almeno la messa sulle rovine della chiesa di Sant’Eufemia, ma niente evento pirotecnico con i rischi che esso comporta. Se ne riparlerà nel 2022. Ma la Tremezzina non si arrende e non si ferma. Ieri online è stato presentato un ampio pacchetto di iniziative che coinvolgono le ville storiche e la filiera dell’accoglienza.

La Tremezzina, fulcro delle attività turistiche del lago con Bellagio sulla sponda orientale, fa squadra e il punto dopo la prima settimana di avvio della stagione e tracciare le linee guida dei prossimi mesi. Il sindaco di Tremezzina Mauro Guerra ha sottolineato che ville e gioielli sono un patrimonio imprescindibile per il turismo. “Tengo a dire che veniamo e stiamo ancora dentro in una fase critica di grandi difficoltà; per molti aspetti cambierà il nostro modo di vivere, fare politica e anche politica culturale. Abbiamo bisogno di uscire dalla pandemia per trarne lezioni, non tornare come prima ma fare meglio e di più. E abbiamo bisogno di momenti di speranza come convalescenti che iniziano a riprendere il passo e a ricostruire una nuova normalità come si usa dire. Una delle cose che maggiormente ha pesato è sicuramente il vincolo a non potersi più muovere e frequentare i luoghi della bellezza. Zoom e Meet non bastan più: oggi possiamo con responsabilità e sicurezza anzi dobbiamo rimpossessarci delle nostre eccellenze e per la Tremezzina ciò comporta rimettere in campo il patrimonio artistico e museale straordinario che abbiamo in eredità. Siamo pronti con la riapertura degli alberghi, sono pronti i tanti operatori che si sono fatti carico delle difficoltà e siamo pronti a rimetterci in gioco con sostegni concreti al turismo e vicinanza alle nostre istituzioni culturali e agli operatori economici. Riapriremo il 15 maggio il museo del Paesaggio di villa Mainona e siamo pronti con il Lacmus e il festival Tremezzina music e apriremo i giardini privati alla cultura. Abbiamo incontri con operatori del distretto turistico del lago per costruire un palinsesto di iniziative. Conta è fare rete tra pubblico e privato per rimetterci tutti in cammino”.

Per Giuseppe Elias, vicepresidente dell’ente Villa Carlotta, “è molto importante accendere i riflettori sul nostro territorio e le sue bellezze. Il sistema che mettiamo in atto tra i grandi player della Tremezzina auspichiamo che continui, questa è una grande occasione per raccontarci e raccontare il bello del lago. Villa Carlotta è un gioiello e la Tremezzina lo è anch’essa, va resa sempre migliore e sempre più fruibile e sostenibile. Come ente stiamo lavorando molto anche per i prossimi anni. Abbiamo usato la pausa per migliorarci. Nella sua tragicità il periodo ci ha permesso di ragionare e trovare soluzioni nuove. Ad esempio miglioriamo l’accoglienza con nuova biglietteria più efficiente che permette di entrare in sicurezza, pensiamo anche ai movimenti nel parco per potersi muovere senza problemi e pensiamo anche a come portare innovazione: nei prossimi anni spero vedremo grandi progetti diventare concreti. L’avvio è stato comunque complicato e ci auguriamo che con una situazione più tranquilla la gente torni. Nel primo fine settimana abbiamo avuto risposta molto interessante da parte dei visitatori lombardi. Questo ci spinge a costruire una programmazione ricca di eventi che spingano a usare villa Carlotta come il giardino di casa nostra un unico posto dove trovare cultura ed ecodiversità un buon modo per passare il tempo libero fuori di casa”.

Maria Angela Previtera direttrice di Villa Carlotta ha presentato il palinsesto. “Fare rete è presentarci come un territorio coeso grazie a scambi e relazioni per ottenere risultati. Abbiamo avuto ospite Chiara Ferragni mettendoci in mostra sul palcoscenico virtuale. Il calendario che stiamo mettendo a punto per la stagione 2021 è ricco nonostante la difficoltà organizzativa anche per il personale ridotto. Avremo un occhio di riguardo per l’occupazione stagionale del comparto turistico del territorio ma per farlo servono visitatori, penso a chi è turista di prossimità e non è mai stato a Villa Carlotta o al Balbianello o a Villa Mainona. Abbiamo dovuto a rinunciare a grandi mostre, troppo rischioso investire ma abbiamo migliorato i servizi offerti anche in una ottica più ecologica. Penso all’audioguida pronta a breve, che condurrà sia nel parco che nel museo di Villa Carlotta, si potrà avere sul telefono con una app. Abbiamo riflettuto sul fatto che non si possono usare gli stessi mezzi del 2019: inutile ad esempio stampare troppi supporti cartacei. Pensiamo all’ecologia nell’affrontare la riapertura e la sua sfida.

Un’altra novità è che iniziano le celebrazioni per il bicentenario della morte di Napoleone: invitiamo a riscoprire le opere di parco e museo legate a Napoleone: Giovanni Battista Sommariva è stato il suo braccio destro ed è genius loci a villa Carlotta. Abbiamo lavorato anche durante la chiusura al pubblico, e siamo entrati nella rete internazionale “Destination Napoléon”, grande famiglia napoleonica del 2021. E riapriamo con una proposta museale dando la possibilità di visitare la mostra “Natura e delizie di villa Carlotta” per portare a conoscenza come si svolgeva la vita quotidiana a Villa: cosa mangiavano i proprietari, in tutto pensato in una chiave didattica con il liceo Ciceri e la Ripamonti di Como. Ci saranno oggetti della collezione inediti in mostra con suppellettili di arredo e oggetti di uso quotidiano usati nelle cucine di Villa Carlotta come i portatovaglioli. In collaborazione con la collezione Cappellani di Modena daremo lustro ai proprietari di Villa Carlotta con un focus sui mecenati con opere di grandi artisti del Novecento come Gilbert&George. Un occhio di riguardo avremo per la musica, percorso che ha sempre attraversato la villa. Ospiteremo concerti anche nel ciclo “Lacmus” e altri eventi originali all’ora dell’aperitivo o della cena legandosi con le strutture ricettive del territorio”.

Per Villa Balbianello, storica proprietà Fai, Giuliano Francesco Galli, che è area manager del Fai Lombardia Prealpina, “la scommessa di tornare meglio di prima è un obiettivo raggiungibile. Trovo molto importante che prosegua la rete del lago di Como come sistema integrato, si sta facendo molto ma vanno perfezionati alcuni passaggi. Il lago di Como è importante nel turismo mondiale e non lo si è capito abbastanza. Domenica scorsa abbiamo avuto 50 stranieri al Balbianello: vuol dire che c’è gran voglia di lago di Como anche all’estero. Siamo eccellenza nei mercati stranieri e lo vogliamo essere sempre di più perché il turismo straniero è il nostro futuro”. Balbianello nella crisi ha avuto problemi economici. Si è cercato di reagire intelligentemente con risparmi, si sono limitate le spese di riscaldamento ad esempio, e il Fai ha riscoperto la sua anima ambientalista. “A breve festeggeremo il cinquantesimo della spedizione polare di Guido Monzino, l’ultimo proprietario che ha donato la villa al Fai – ha detto Galli – con visite guidate e un convegno con chi è superstite di quella spedizione e collegati con il Cile. Annalisa Filippone, responsabile della gestione operativa di Villa Balbianello da parte sua ha precisato che alla recente riapertura la prima visitatrice è stata una signora che ha fatto tre mesi di ospedale causa Covid e come primo desiderio ha espresso proprio la volontà di visitare la villa sulla punta di Lavedo a Lenno. “Abbiamo restaurato il tetto della loggia Durini – ha detto Filippone – e il tetto dell’antica nevera che conserva le ceneri di Guido Monzino per ridarle luce e stabilità e lavorato molto con i canali social per raggiungere 41mila follower su Instagram. Il contatto con il pubblico non si è mai interrotto e i visitatori vediamo che ci vogliono bene anche a distanza. La stagione che abbiamo programmato sarà lunga, saremo aperti 5 giorni su sette fin all’epifania, riproporremo il 15 e 16 maggio le giornate nazionali della bellezza del Fai nel segno della primavera con i volontari delle delegazioni del Fai e le sere Fai d’estate con i nostri ormai celebri aperitivi che confermano il Balbianello come luogo esclusivo di delizie con sottofondo musicale. Abbiamo in cantiere un nuovo evento in ottobre, legato alle letteratura in collaborazione con Villa Fogazzaro Roi di Oria Valsolda, altro gioello del Fai, e ci tengo a ringraziare Fondazione Minoprio e istituto Vanoni di Menaggio per l’alternanza scuola lavoro per coltivare la fedeltà dei giovani negli anni”. Infatti molti vengono dopo questa esperienza a fare i volontari. “Abbiamo riaperto in sicurezza con un protocollo molto rispettato dai visitatori e anche noi abbiamo eliminato la carta preferendo i qr code per la visita al parco – dice Filippone – Le visite nella villa sono con distanziamenti opportuni, le richieste fioccano. Prenotazione consigliata e obbligatoria nel fine settimana. abbiamo in cantiere anche grandi sorprese che ancora non anticipiamo.”.

Stefano Moscatelli capodelegazione del Fai di Como ha illustrato i programmi del volontariato culturale sul Lario: “Lavoriamo su un territorio unico per quantità di beni tutelati dal Fai e per ricchezza intrinseca e questo è una grande responsabilità che riceviamo dal passato. La pandemia ci ha imposto di reinventarci con incontri online. Il volontariato vive di passione e ritrovarsi a distanza non è sempre semplice ma teniamo sempre alta la missione che è la salvaguardia e la conoscenza del territorio e delle sue bellezze culturali. Abbiamo sofferto ma trovato nella difficoltà motivi per reinventarsi e ripartire. Come in tutte le crisi occorre trovare spunti di ripartenza e di speranza. Per quest’anno proponiamo le giornate Fai di primavera che saranno la prima sfida che abbiamo davanti: arrivano in un momento di recenti aperture, è complicato riannodare i fili e far ripartire lo staff dei ciceroni che seguiranno le due giornate. Ci saranno volontari giovani delle scuole. Responsabilità e sicurezza con gruppi di poche persone e in luoghi per lo più all’aperto sono i nostri punti di riferimento per questo primo evento”. Coinvolti due paesi interi, e due ville inedite mai aperte prima e un parco urbano nell’ambito delle giornate nazionali del Fai. “Non vediamo l’ora di ripartire, la missione del Fai e della delegazione di Como è una bella sfida – dice Moscatelli – Avremo altre iniziative nei prossimi mesi con le ville a fare da riferimento iconico e storico. Il nostro ruolo di volontari è sviluppare lo spirito della rete che amalgama questo tessuto di eccellenze che vanno conosciute sempre di più e soprattutto dal vivo”. Le giornate Fai di primavera, va rimarcato, sono tutte su prenotazione.

Da parte sua Alberto Cetti, presidente dell’Associazione Turistica Tremezzina, ha rimarcato che “in zona gialla in Tremezzina bar e ristoranti hanno riaperto e con i primi raggi di sole le terrazze si sono riempite. Primo segno per tornare a parlare di normalità. Da fine ottobre in poi è stato un calvario per il territorio. Mesi pesanti non solo a livello finanziario.
Anche noi con i social siamo stati attivi durante il blocco pandemico per essere pronti a dire ai clienti specie internazionali che ai primi di maggio avremmo riaperto. Ci aspettano mesi difficili, non nascondiamocelo. Manca la possibilità che i turisti internazionali possano muoversi. Chiediamo più vaccini in Lombardia, ci permette di poter sperare che a metà giugno il turismo di prossimità che l’anno scorso ci ha aiutato, con italiani ma anche francesi tedeschi ed europei possano tornare a raggiungerci. Il premier Mario Draghi ha parlato di pass per chi è vaccinato, è fondamentale per noi perché le prossime settimane ospiteremo i lombardi al fine settimana ma le strutture sono aperte sempre e il personale deve lavorare di conseguenza. Il problema occupazionale è grave: abbiamo tantissimi stagionali fermi da sei mesi e servono le condizioni per ripartire a pieno regime. Anche noi come associazione turistica riteniamo fondamentale lo sviluppo con la collaborazione delle scuole del territorio per avere stagisti negli alberghi e sviluppare il turismo del futuro cioè esperienziale, da legare alla possibilità di visitare lago e montagne insieme alle ville. Non nascondiamo che partiamo da mesi difficili ma speriamo di tornare alla normalità di vita e di lavoro e di aprire anche d’inverno per recuperare il tempo e il business perduto. Si è parlato di distretto turistico lariano: è fondamentale avere inverni con turisti sul lago. Se con i vaccini usciremo dalla pandemia è l’occasione per investire su eventi che destagionalizzino magari nel periodo natalizio. Forza Tremezzina”.

“Serve intensificare il Pic ossia il piano integrato della cultura che è partito tre anni fa, si intensifichi lo spirito di rete” ha detto Giuliano Francesco Galli “per attrarre ulteriori finanziamenti. Ed è fondamentale il rapporto con la città di Como, lago e capoluogo hanno interessi comuni e hanno bisogno di lavorare insieme, destagionalizzando anche in periodi dove ci sono meno turisti ma quelli dove possono venire determinate categorie. E penso non solo al Natale. E il lago è fondamentale per Como per lo stesso motivo. La vedo rosea perché si sta già facendo molto con istituzioni e operatori”. Serve un calendario di tutti gli eventi sul territorio per orientare il pubblico e non avere sovrapposizioni” dice Previtera. Serve un turismo di qualità e culturale che vuole vivere gli ambienti rispettandoli e non invadendoli. “Sostenibilità, rete vera che coinvolga non solo le istituzioni ma anche gli operatori economici. Solo così si ha la qualità vera dell’offerta turistica” dice Guerra. Come distretto turistico del centro lago stiamo portando avanti con determinazione un lavoro per un accordo quadro di sviluppo territoriale sul turismo e la cultura. Stiamo vivendo una fase eccezionale di disponibilità di risorse, il lago deve avere un progetto per coordinare e orientare le politiche sul territorio. Una occasione imperdibile ad esempio perché una parte significativa di risorse vada a potenziale il servizio pubblico di navigazione anche in modo più sostenibile sul lago deve diventare sempre più il luogo della mobilità pubblica il nostro lago dobbiamo costruire modalità nuove per muoversi in modo sostenibile. Abbiamo davanti anche questa sfida”. già coinvolta con la navigazione per coordinarci sulle aperture e sulle necessità turistiche per coordinare il sistema L’acqua è la nostra strada principale, l’asfalto non regge dice Elias. Già dialogare e scambiarsi informazioni è importante e come Villa Carlotta abbiamo passato alla navigazione le statistiche dei nostri visitatori”.

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