«Turismo, per destagionalizzare l’offerta: gli imprenditori del Lario devono crederci»

festa Dolce & Gabbana

Tempo di bilanci e anche di previsioni per l’anno nuovo, per il turismo lariano.
Un settore sempre più strategico per l’economia del territorio, che è alle prese con prospettive di sviluppo interessanti e dibatte da tempo su un tema cardine, la destagionalizzazione, ossia sulla possibilità di tenere aperte le strutture ricettive anche al di là dei classici mesi primaverili ed estivi.
Secondo l’imprenditore Andrea Camesasca, vicepresidente degli albergatori comaschi, siamo di fronte a dati confortanti che confermano una attività più intensa rispetto al passato anche nei periodi freddi dell’anno, da un lato.
Ma servono anche forti investimenti e un autentico cambio di passo perché tutto questo possa concretizzarsi in una concreta efficienza durante tutto l’arco dell’anno di attività.
«Il lago è bellissimo anche con il freddo, viviamo sul Lario quella che si può definire come una “estate scandinava”, con le montagne che si riflettono nelle acque» dice Camesasca. Che abbandonati i panni del poeta torna a parlare di cose concrete e a spronare il territorio. «C’è più attività sotto Natale rispetto al passato, lo si percepisce chiaramente. Però dobbiamo crederci, il turismo sarà il nostro futuro, il futuro dell’economia comasca. Abbiamo tutti i numeri per sfondare. Anche credendo nella destagionalizzazione, che trova in me da sempre un fautore convinto. Ma non posso mettere in discussione i conti delle singole attività spesso a conduzione familiare che portano avanti gli alberghi sul territorio. Per questo dico che tutto deve partire dalla testa di noi imprenditori. Certo, poi serviranno anche servizi e infrastrutture, dalla navigazione alla viabilità alla promozione e quindi anche alla cartellonistica. Ma il primo passo sulla strada della destagionalizzazione lo devono compiere gli attori della filiera, ossia gli imprenditori».
Un passo lento ma costante verso questa meta, è quello che percepisce Camesasca. «È un dato di fatto, c’è più attività del passato nel periodo invernale, il lago è piu effervescente, non è il dormitorio di una volta. Stiamo procedendo anche se lentamente. È una macchina che deve ancora essere messa a regime, e che associazioni di categoria ed enti pubblici possono agevolare. Ma quel che conta è il pilota».
le sfide
Una sfida nella sfida sarà poi cogliere il vento del cambiamento che durante il 2018 si è tradotto in grandi eventi anche mediatici, capaci di accendere inediti riflettori sul Lario. Prima l’evento “Dolce e Gabbana” legato all’alta moda made in Italy e alla bellezza, poi il set a Como e sulla Regina firmato dal gigante Usa Netflix per il film d’azione Murder Mystery che vedremo online in estate, con interpreti Jennifer Aniston e Adam Sandler, quindi la festa per il fidanzamento indiano in stile Bollywood con epicentro Villa Olmo. Le ciliegine di una torta già piuttosto corposa che vede attori del cinema internazionale e protagonisti del jet set scegliere sempre più il Lario quale sinonimo di esclusività, paesaggi da sogno per natura e arte e meta di elezione per eventi mondani e scenografie esclusive. Un fenomeno da incentivare in vario modo, generato grazie a presenze ormai assodate, che a loro volta sono volani di attrazione, come quella di George Clooney a Laglio e il fenomeno “Lariowood” inaugurato nel lontano 1925 con Alfred Hitchcock sul set di A Pleasure Garden a Villa d’Este.

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