Turismo, primi bilanci. «Calati inglesi e spagnoli. Bene asiatici e australiani»

L’analisi di Roberto Cassani
Siamo ormai a metà percorso. E all’appello mancano gli inglesi e gli spagnoli, in ribasso rispetto al passato. Si sono visti anche pochi italiani in riva al lago. Questa la prima analisi di Roberto Cassani, presidente degli albergatori comaschi, sulla stagione estiva 2012. In compenso, anche se si tratta di percentuali ancora minime, il Lago di Como conquista nuove fette di mercato. «Abbiamo registrato un buon interesse e diversi arrivi dall’Australia e dai paesi dell’Est asiatico», spiega il numero uno degli albergatori.
Cosa dire, dunque, di quest’anno, caratterizzato
ancora dalla crisi? Innanzitutto che i turisti tendono a ridurre il numero dei giorni di permanenza ma non rinunciano alle vacanze. Allo stesso tempo, si propende per sistemazioni magari più economiche – a partire dai bed and breakfast – ma il relax estivo è d’obbligo. Una tendenza che si scontra, in parte, con un dato che evidenzia come siano gli hotel a 3 stelle a risentire maggiormente della crisi. E, in questa fetta di mercato, la città di Como si posiziona in alto per quanto concerne il costo di una notte in un “tre stelle”. In tema di prezzi, la nostra città è al quinto posto – in base a un recente sondaggio – con una spesa media di 108 euro a notte. Al primo posto Venezia con 148.
«Gli spagnoli, solitamente molto attratti dalle nostre offerte e dalle bellezze del Lario, hanno disertato in massa. Sicuramente su questa scelta ha inciso la situazione economica non troppo favorevole del loro paese. Realtà simile, per certi versi, anche alla nostra – interviene Roberto Cassani – In calo anche le presenze degli inglesi».
Forse in questo caso ha influito anche l’imminente apertura dei giochi olimpici che potrebbero aver convinto molti britannici a rimanere in patria per le vacanze. «In compenso è forte l’interesse degli australiani. Si tratta di una fetta di mercato difficile da intercettare vista, innanzitutto, la lontananza geografica. Ma sicuramente è una via da seguire. Altrettanto interessanti sono i flussi in arrivo da paesi come Taiwan. In aumento, in generale, l’est asiatico. Tengono bene gli americani e i tedeschi. Fanno registrare una lieve crescita i francesi», specifica sempre Roberto Cassani.
Nota dolente, come anticipato, il calo delle presenze nostrane. «Situazione sulla quale ha inevitabilmente influito la crisi – dice Cassani – Una situazione di pesante recessione economica che sta “strozzando” gli italiani». E quei pochi connazionali che hanno deciso di godersi il lago arrivano prevalentemente da fuori regione. «Il turismo di vicinanza è infatti una prerogativa di periodi come l’autunno e la primavera. D’estate, chi sceglie Como arriva principalmente dal Sud Italia – spiega sempre il presidente degli albergatori – Comunque la crisi continua a farsi sentire». Infine un primo bilancio, arrivati quasi a metà stagione. «Per cercare di invogliare i clienti abbiamo tutti praticato delle riduzioni dei prezzi ma non si sono però ridotti i costi. Diciamo comunque che per ora la stagione non è negativa. Siamo tendenzialmente in pari – conclude il presidente degli albergatori – Se dovesse procedere così non ci potremmo lamentare».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Il turismo rimane uno dei settori forti per il Lario, anche se i flussi sono molto cambiati rispetto al passato

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