Turismo, Rasella: «Qualcosa si muove sul Lago di Como»

Da sinistra, Giovanni Bernasconi dell’Autorità di Bacino e Giuseppe Rasella della giunta della Camera di Commercio durante la presentazione di ieri (foto Nassa)

l paragone con l’estate 2019, la migliore della storia turistica del Lago di Como, è addirittura imbarazzante, ma il turismo inizia almeno a vedere un po’ di luce in fondo al tremendo tunnel della pandemia, che ha in pratica azzerato tutto un settore nel giro di pochi mesi.
La riduzione delle misure, a iniziare dal coprifuoco, che da ieri sera scatta alle 23 e dal 7 giugno alle 24, per scomparire del tutto dal 21 giugno, ma soprattutto la fine della quarantena obbligatoria per chi arriva da uno Stato dell’Unione europea, dall’area Schengen (Svizzera), Gran Bretagna e Israele hanno avuto effetti immediati.
Giuseppe Rasella, albergatore e componente della giunta della Camera di Commercio di Como e Lecco con delega a Turismo e Cultura, al momento parla solo di sentiment cautamente positivi, dati ufficiali naturalmente non ci sono ancora, neppure proiezioni.
«Se devo parlare della mia esperienza diretta, dalle sensazioni e dalle prenotazioni credo che sarà una bella estate – dice Rasella – Scordiamoci i livelli del 2019, ma sull’anno scorso abbiamo già qualche settimana di vantaggio. Poi si sta iniziando a muovere il mercato estero e per il Lago di Como questo è vitale». Benvenuti agli stranieri, quindi. Per un soggiorno anche breve, nessuno ha problemi a presentarsi in aeroporto o in frontiera con un tampone negativo fatto 48 ore prima. C’è tanta voglia di tornare sul lago.
«Il tampone è un po’ fastidioso, ma è diventato una routine per chi vuole viaggiare. La nostra destinazione non ha perso fascino e appeal nei confronti dei turisti – spiega Rasella – Ce ne siamo accorti anche alla Bit, i webinar sul Lago di Como sono stati seguitissimi da operatori stranieri, in particolare tedeschi». La Germania continua a rappresentare il primo mercato per il Lario, insieme con Francia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti.
«Sono fiducioso sull’Europa e presto anche sull’Inghilterra, per quanto riguarda America e altri Paesi, ci sono i primi voli intercontinentali Covid-free dobbiamo contare sul loro sviluppo – dice Rasella – Ma soprattutto non ci dobbiamo più fermare come l’anno scorso dopo l’estate. La campagna vaccinale corre, questa deve essere una ripartenza, anche se non velocissima, ma per un lunghissimo viaggio».
Anche perché gli imprenditori sul Lago di Como, nonostante le tante difficoltà, hanno continuato a investire sulle loro strutture.
«Sappiamo che nessuno recupererà quanto perso in questi lunghissimi mesi di pandemia – conclude Rasella – ma era necessario farsi trovare pronti alla ripresa e noi ci siamo. Si è investito in sicurezza e sostenibilità, aspetti indispensabili oggi. La clientela lo ha capito e vuole tornare sul lago».

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