Turismo religioso, carta da giocare nel segno di don Guanella

Lago della bilancia

di Lorenzo Morandotti

Martedì 4 maggio, di buon’ora, alle 6 del mattino, il vescovo Diego Coletti guiderà la carovana della Diocesi lariana – una decina i pullman in tutto – in pellegrinaggio ufficiale alla volta della Sindone. Al cui cospetto arriverà due giorni dopo la visita di papa Benedetto XVI. L’ostensione del 2010 è un successo annunciato: oltre due milioni di visitatori, 2mila giornalisti da tutto il mondo e alberghi pieni. Specie nei weekend. Sono oltre 3mila i fedeli lariani che visiteranno
Torino per ammirare il sacro telo fino al 23 maggio. E quasi un migliaio sono gli iscritti al pellegrinaggio con monsignor Coletti. Il fenomeno in due parole si definisce “turismo religioso”. Ed è declinato, ai piedi delle Alpi, in uno dei massimi gradi, con termini di paragone quali giubilei ed elezioni papali. Ma anche Como, a ben vedere, si appresta a far parte del club che in area settentrionale annovera luoghi “cult” come il Santuario di Oropa (pure noi peraltro abbiamo il nostro bravo Sacro Monte, a Ossuccio, tra i patrimoni mondiali dell’Unesco). Infatti un forte incentivo alla villeggiatura “spirituale” sul Lario sta per arrivare dal Vaticano. E sarà un’ulteriore ottima ragione per meditare sul futuro economico dei comaschi. Infatti tra pochi mesi don Luigi Guanella, l’umile prete comasco dei poveri, beato nel 1964 con Paolo VI, diventerà San Guanella, se l’attuale pontefice darà l’assenso finale alla sua causa. Iter che ha già passato indenne tutti i gradi di verifica. E tutto sommato con celerità, se si pensa che il papa comasco Innocenzo XI di cui ricorrerà nel 2011 il quarto centenario della nascita, beatificato con Pio XII nel 1956, ancora attende sul trampolino il lancio definitivo verso la santità.

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