Turismo, senza regia Lario più debole

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di Giorgio Civati

Il meteo di queste settimane di certo non aiuta; in più c’è il Covid, forse – ma solo forse – in regressione e comunque sempre pericoloso, limitante quanto a regole, divieti e paure. Eppure, nonostante tutto ciò, è quasi estate. È quasi tempo di vacanze e un po’ tutto il mondo si sta dando da fare per acchiappare turisti e vacanzieri al fine di risollevare almeno in parte questi periodi bui per alberghi, ristoranti, bar e strutture ricettive in genere. Persino Como, che però non sta affatto brillando per almeno un paio di motivi.

Uno, di qualche giorno fa, riguarda due filmati del comune capoluogo, da molti criticati per il tono troppo scanzonato, per i testi da ragazzetti, per un’abbondanza di confidenza che si avvicina al ridicolo con mostri sacri del Lario e dintorni come Volta e Manzoni, per immagini belline ma non bellissime; insomma, da due video promozionali ci si poteva aspettare di più.

Quella che però ci pare la mancanza maggiore è la frammentazione della promozione turistica del nostro territorio. Como che giustamente promuove il capoluogo ma oltre una puntata a Brunate non va, sia mai che Cernobbio per esempio si agganci all’iniziativa sottraendo qualche vacanziere. E poi la Tremezzina, bella con le sue iniziative, ma guai ad attraversare il Lario e pubblicizzare, magari, Bellagio.

È evidente  che ogni località e ogni area pensa per sé. Ci pare però altrettanto evidente che se un turista viene da Roma o da Lecce, o addirittura dalla Cina o dagli Stati Uniti d’America, potrebbe essere attratto più facilmente da un “pacchetto completo” fatto di lago, ambiente e natura, sport, cultura e storia, magari aggiungendoci un po’ di legno-arredo e tessile, tanto per coprire quante più voglie possibili. Una regia, invece, è proprio quello che manca di più, anche se il presidente della Camera di Commercio di Como e Lecco, Marco Galimberti, ha di recente lanciato l’invito a fare squadra contro la crisi economica derivante dalla pandemia.

Per quel poco che si sa, per esempio, proprio da via Parini era stato lanciato un marchio del territorio del Lago di Como. Qualcuno se lo ricorda? Ancora, qualcuno – il Comune di Como in primo luogo, per essere chiari – si ricorda di avere un ruolo di guida all’interno del territorio anche in tema di turismo? Di coordinamento, pur tra mille autonomie e distinguo? Pare di no. Tra filmatini semi amatoriali di Como e altre iniziative invece oggettivamente migliori, quello che manca è una visione d’insieme, una “forza d’urto” che comprenda Villa Carlotta e George Clooney, l’orrido di Nesso e l’olio di Lenno, il Museo della Seta a Como e le scuole di vela dell’Alto lago, ville e percorsi naturalistici. Farlo sapere sarebbe un ottimo modo per aiutare il turismo e l’economia, oggi e non solo. Promuovere il tutto e tutti insieme, perché intorno al Lago di Como c’è di tutto, e molto altro ancora.

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