I personaggi del Corriere

Tutte le facce del gioco, passione e terapia

altDi ruolo, dal vivo, da tavolo, di miniature: l’universo comasco raccontato da chi lo vive
Dici gioco e pensi a quando eri bambino, ma è un’idea riduttiva. L’attività ludica, in forme diverse, ci accompagna in tutte le età della vita. E c’è chi, da adulto, vive questa dimensione in modo non occasionale. Con ritrovi, regole e riti precisi. Dietro questi gruppi c’è tutto un mondo. Ne incontriamo alcuni rappresentanti alla vigilia della Giornata internazionale del gioco che le Nazioni Unite hanno fissato per domani.
Francesco e Federica Castelli, fratello e sorella, 31 anni

lui, 25 lei, e William Girola, anch’egli 25enne – tutti comaschi – sono tra i protagonisti di quattro espressioni creative: giochi di ruolo nei quali un narratore imposta la storia, giochi dal vivo (ad esempio le cene con delitto), da tavolo, e miniature (attività con figurine in scala ridotta di entità storiche, fantastiche o mitologiche).
I loro ferri del mestiere sono schede, matite e dadi, oltre che regole rigorose per il rispetto delle persone nei giochi più fisici. Indossano magliette con il logo “Fantasika”, l’associazione a cui tutti e tre fanno riferimento, 300 iscritti sulla pagina Facebook, molti dei quali anche dal resto d’Italia. Francesco è anche membro della ludoteca “Inn of the Last Home”, nata a Como a metà degli anni ’90 e che ha sede alla Cascina Massèe di Albate, dove i soci si ritrovano il giovedì sera e la domenica pomeriggio.
Nel Comasco esistono comunque altre realtà simili: la ludoteca “Neuromante” di Uggiate Trevano, il “Gruppo Brianza”, la “Gilda dei Giocatori” di Erba, la “Locanda alla Fine dei Mondi” di Albate? E non mancano le trasferte a Bergamo e a Novara perché altri giocatori risiedono in queste province.
William spiega come i giochi siano molteplici e ricchi di varianti: Larp, per esempio, è un gioco di ruolo che diventa poi interpretativo e comporta anche la recita; Action prevede la simulazione di combattimenti con armi bianche al silicone.
Tra gli appassionati anche persone di età più avanzata, qualcuno 60enne. I giochi sono acquistati per lo più nelle fiere di settore, dove si possono anche provare e dove la scelta è ampia.
Nella chiacchierata che segue le risposte, per comodità di sintesi, sono collegiali, salvo che sia diversamente specificato.
Quante persone e location coinvolgete nel vostro giro?
«L’apice del nostro lavoro è stato un torneo di 300 giocatori nell’ambito di Fantasika, a Milano. Abbiamo avuto partecipanti anche da Napoli e da Palermo. Più siamo, più si diffonde la nostra passione. Ogni giocatore ha qualcosa da dare e la sua partecipazione allarga la cerchia dei rapporti d’amicizia. Il gioco, in Italia, è oggetto di una visione riduttiva. In Germania, invece, è radicato nella cultura generale».
Com’è nata in voi la passione per il gioco?
«Il vettore dell’infezione sono io – scherza Francesco – Ne sono entrato in contatto in casa di un amico all’epoca in cui frequentavo la scuola superiore. Facemmo un gioco di ruolo e mi divertii come non mi accadeva da anni? Fu la molla per cambiare la mia visione del mondo. Mi aiutò a risocializzare, a riorganizzarmi, a ricreare un giro d’amicizie. Grazie al gioco tirai fuori risorse che non avrei mai espresso».
«Ho passato pomeriggi a vedere mio fratello giocare – dice Federica – Approdata un giorno a “Fantasika”, mi sono divertita molto. È bello stare in compagnia, le persone ti danno tanto quando ti trovi con loro per giocare assieme».
«Ho iniziato come videogiocatore – spiega invece William – Poi sono passato ai giochi di ruolo e, in seguito, a quelli tramite chat on line, immaginandomi in un luogo nel quale descrivevo un personaggio? Poi ho scoperto i manuali di gioco».
Cos’è il gioco per voi?
«Un modo per vivere avventure come ci piace, creando storie, mangiando e bevendo con amici – prosegue William – lanciandoci a capofitto con la nostra immaginazione e suscitando emozioni?».
«La cosa bella – aggiunge Federica – è la possibilità di creare personaggi in un ambiente protetto nel quale non ci si vergogna di questa fantasia e la si fa crescere. Per qualcuno questa è terapia e io ne sono un fiero cavaliere che difende questi giochi e ne porta lo stendardo!».
«Il gioco è anche uno straordinario veicolo educativo – precisa Francesco – Steve Jackson (autore di giochi statunitense, ndr) sostiene che insegna molto: il Risiko la strategia, Monopoli il mercato? Insegna sempre qualcosa, o di puramente matematico, o anche solo a stare insieme. Non è un modo di isolarsi e di non affrontare la realtà, come crede qualcuno. Anche perché, a differenza di altri hobby, i giochi non si praticano da soli. Servono amici».
Quali sono le attività più ricorrenti?
«Si cerca di proporre una grande varietà di giochi. Uno molto gettonato, che può proseguire molto a lungo, è “Campagna”. Per una serata di tre-quattro ore si utilizza la modalità “One shot”».
Come si svolge il gioco di ruolo?
«Nasce da un desiderio condiviso, che viene conformato ad alcune regole. Ognuno crea il proprio personaggio compatibilmente con l’idea generale della storia. Poi il “master”, ovvero il narratore, prende la parola e spiega dove ci si trova e cosa sta avvenendo. È un po’ il “facciamo che io sono” che ha animato i giochi di tutti noi da piccoli».
Il gioco è istruttivo?
«Sì, per esempio, il gioco di ruolo insegna l’inglese più di un docente».
Quale dote è richiesta per giocare?
«La fantasia a briglie sciolte».
Chi desidera partecipare, alle vostre attività cosa deve fare?
«Il modo più facile di entrare in contatto è utilizzare la pagina su Facebook di “Fantasika” o della “Ludoteca di Como”, oppure presentarsi direttamente a uno dei nostri ritrovi».
Se poteste lanciare un messaggio in occasione della Giornata Mondiale del Gioco di domani, cosa direste?
«Di entrare in questo mondo che ha tanto da dare e in cui non c’è niente da perdere. Il gioco porta cose belle. Bisogna solo provare».

Marco Guggiari

Nella foto:
A sinistra, alcuni giochi utilizzati dal gruppo di amici che si ritrovano settimanalmente per vivere la loro comune passione
27 Maggio 2014

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