Tutte le sorprese nelle uova di cioccolato dei nostri amministratori

Palazzo di vetro
di Emanuele Caso

È Pasqua. Nelle uova dei nostri politici cosa ci sarà? Qualche indiscrezione è filtrata. Ve le giro per spirito di servizio.
Partiamo dall’ex consigliere del Pdl, ora fluttuante in uno spazio politico indefinito, Pasquale Buono. Anche quando ormai l’ipotesi era stata scartata ed esclusa a ogni livello, il nostro si è battuto come un leone per non fare arrivare tunisini o libici alla Caserma De Cristoforis di Como. E allora, dai, facciamogli trovare almeno un profugo nell’uovo di cioccolato

, così il suo lavoro non sarà stato inutile.
All’irascibile consigliere di “Adesso Como”, Alessandro Rapinese, c’è da augurarsi che il tempo pasquale porti un consiglio comunale in miniatura, così che possa sfogare tutta la rabbia politica nel suo tinello, infilzando con spilloni, bruciando con l’accendino e torturando con le mollette i modellini di pongo di sindaco, giunta e maggioranza per arrivare poi in aula più sereno.
A Diego Peverelli (Lega Nord) e Vittorio Mottola (Pd), autori del mitologico tiro reciproco di Tricolore in faccia, la speranza è che l’uovo porti (con qualche giorno di ritardo) un ramoscello d’ulivo per fare finalmente la pace. Oppure per metterselo reciprocamente negli occhi. Donato Supino (Rifondazione Comunista) pare non chieda una sorpresa come gli altri, ma un uovo capace di contenere tutto il centrodestra comasco e vincere trionfalmente le prossime elezioni. Il sindaco Stefano Bruni, infine, sembra che abbia chiesto di trovare nell’uovo il nuovo lungolago finito e aperto al pubblico. Desiderio possibile, a una sola condizione: che l’uovo non sia di cioccolato ma di palancole, e che la passeggiata non sorga su palancole ma su cioccolato amaro.

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