Tutti i numeri che raccontano la tragedia del Titanic

Titanic

Dopo la pubblicazione lo scorso autunno de “Il picasass sopravvissuto al Titanic – La storia di Emilio Portaluppi”, Claudio Bossi torna, si fa per dire, in libreria con un altro volume: “La numerologia del Titanic”.

Per scrivere il libro, pubblicato dalla casa editrice francese LuxCo Éditons, oggetto di questa presentazione, Bossi si è avvalso della collaborazione di Ada Piccaluga.

Come si evince dal titolo “La numerologia del Titanic” è una pubblicazione rivolta agli appassionati della storia del Titanic ma anche agli studiosi di numerologia. È attraverso l’interpretazione di questa pseudo-scienza che i due autori hanno sviluppato la storia di quel tristemente famoso transatlantico, cercando di capire se in qualche modo i fatti accaduti furono poi riconducibili ai verdetti della numerologia. Infatti i “numeri” parrebbero confermare che il destino del Titanic era già segnato… Ma come in un thriller che si rispetti, niente è come sembra. Forse perché, appunto, tutto era predestinato, e la verità sull’affondamento della nave è più vicina di quanto si pensi. Il libro si compone trecento pagine dove la storia non è chiusa come un vecchio libro di testo; piuttosto, è estremamente viva, intervallata da riquadri, foto e aneddoti sui passeggeri e i membri dell’equipaggio. Non manca la parte dedicata alla numerologia e ai suoi significati. La prefazione al volume è firmata dal noto biologo, psicologo e psicoterapeuta Claudio Viacava. Per Claudio Bossi, riconosciuto esperto internazionale del storia del Titanic, si tratta dell’ennesimo libro dedicato alla saga della celebre nave. Per Ada Piccaluga, varesina come Bossi, numerologa di professione (tiene conferenze e corsi di numerologia presso centri olistici, librerie e biblioteche in tutta Italia), si tratta della seconda pubblicazione dopo “La num3rolog1a risponde” (Youcanprint, 2018). Nel libro non mancano riferimenti numerologici alla vicenda di Emilio Portaluppi, comasco (era di Arcisate, ma allora la provincia di Varese non esisteva) che si salvò dal naufragio.

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