Cronaca

Tutti in coda davanti alla libreria. Ore di attesa per vendere i vecchi testi

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Luoghi d’estate
Per qualcuno l’amara scoperta: i manuali usati non valgono un euro

Sono abituati alla coda in macchina per recarsi al lavoro, alle file davanti alla cassa del supermercato o alle Poste, per pagare tasse e bollette. E non è certo un’attesa in libreria che può fermare i genitori degli studenti comaschi.
Mamma e papà, finita la scuola, trascorrono il loro sabato mattina in coda.
Precisamente, in coda allo sportello di compravendita dei testi scolastici dei figli i quali, fortunatamente, sono riusciti a superare l’anno senza scossoni. Riempite le sacche, le valigie, gli zaini e le sporte della

spesa di manuali non più utilizzabili, tutti si mettono in fila in via Giulini dove ha sede il Libraccio, l’unica libreria in città che opera la compravendita di testi e libri di seconda mano.
A mezzogiorno, le persone in coda ad attendere il proprio turno stazionano lungo la strada occupando anche lo spazio antistante la cartoleria Buffetti adiacente alla libreria.
Non meno di una cinquantina di persone attendono pazientemente il proprio turno per liberarsi di un “bagaglio” culturale giudicato ormai non più utilizzabile.
Il tempo d’attesa stimato dagli avventori è di circa un’ora e mezzo.
Per questo, tanti cedono alla stanchezza e si ritrovano appollaiati sul marciapiede e aspettano di avanzare. Alcuni sembrano essere in procinto di “migrare”, tante sono le sacche che tengono in mano. Ma in realtà si vogliono soltanto liberare di quell’ammasso di pagine e carte che, terminati gli studi, non trovano mai spazio nelle case.
Convinti che il manuale di italiano non serva più o che il testo di matematica sia utile soltanto a risvegliare terribili ricordi, gli studenti usciti dalle scuole medie o appena diplomati sperano di guadagnarsi la vacanza rivendendo i libri di scuola.
Una studentessa è accompagnata dall’amica ma, giunta al banco vendita, ecco la brutta notizia: i libri sono ormai fuori edizione. Non valgono un euro. Allora, qualcuno decide di riportare a casa i pesanti volumi. Molti altri, invece, preferiscono abbandonarli al loro destino, ovvero al macero, e lo testimonia visibilmente l’alta pila di libri scartati e ammucchiati a lato della commessa. Una famiglia felice si allontana invece dalla libreria sventolando le banconote intascate dalla vendita. Altri, sconfortati, se ne vanno con pochi euro in tasca. La politica della libreria prevede che i manuali in uso siano acquistati al 40% del valore, per poi essere rivenduti in negozio e online al 60% del prezzo di copertina.
Fuori dal Libraccio, la fila è multietnica. Sono numerose, infatti, le ragazze velate accompagnate dai genitori che fremono al pensiero di riguadagnare almeno la metà di ciò che la scuola italiana ha fatto loro spendere.
Non si esclude che qualche studente o studentessa rinunci all’impresa e decida di conservare, magari in cantina, le “sudate carte”.

Giorgia Amarotti

Nella foto:
Fino a due ore di attesa per chi si mette in coda al “Libraccio” per vendere i vecchi libri di scuola non più utilizzati (Fkd)
30 giugno 2013

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