Cronaca

Tutti in piazza per salutare il nuovo anno

 

La festa – Un quarto d’ora di spettacolo con i fuochi d’artificio
Gli organizzatori parlano di 40mila presenze in città
D’improvviso si abbassano le luci. Dove prima era tutta una girandola di colori, scintille, voci e musica ora scende il brivido del buio. Manca meno di un minuto a mezzanotte. Inizia il conto alla rovescia. Meno venti, diciannove, diciotto?
Un altro anno è finito. Un capitolo della storia personale di ciascuno sta per chiudersi. E la nuova incognita di un altro anno sta per aprirsi. Ma non c’è tempo per la malinconia. Qui, in piazza De Gasperi, non si può rimanere fuori dalla festa. Tutto ha inizio come da programma intorno alle 22.30.

Da allora, l’afflusso di gente in viale Geno è costante, inarrestabile.
Dal palco allestito nella piazza della funicolare i confermatissimi deejay Giuseppe Rondinelli e Sarah Paoletti animano l’attesa. Incitano i giovani. La gente si lascia trasportare dall’entusiasmo. Fino alle 23 lo spazio sotto al palco rimane libero. Ma poi basta un invito dei deejay e anche quella piccola area si saturata immediatamente.
Gruppi di giovani si buttano subito nella mischia. La discoteca a cielo aperto prende a macinare energia e decibel. Il freddo rimane lontano, confinato dove la musica non arriva.
L’impianto audio offre i più grandi successi dance della stagione, di quel 2010 che sta per andarsene. Il compito di aprire le danze è affidato al tormentone degli Jolanda be cool, con la loro “We no speak americano”. Ma non sono mancati nemmeno i brani firmati da Duffy, dai Black Eyed Peas, David Guetta, Bob Sinclair. E poi l’immancabile Mika e l’altrettanto irrinunciabile Lady Gaga.
Il conto alla rovescia prosegue. Sale la febbre. Molte mani estraggono da sotto i cappotti, oppure da qualche provvidenziale borsa, bicchieri di plastica e bottiglie di spumante. Meno quindici, meno quattordici, meno tredici? Sul palco, a scandire il conto alla rovescia, accanto agli animatori anche Daniele Brunati, responsabile del Consorzio Como Turistica e patron della manifestazione. Davanti a loro, lo spettacolo di una piazza gremita. Viale Geno interamente ricoperto da una distesa di teste, cappotti, sorrisi, abbracci. Gruppi di ragazzine ballano insieme, scatenate e spensierate.
Diversi adulti preferiscono restare più defilati, magari cercando una postazione panoramica sul lungolago, in attesa dei fuochi. Tutti, però, si concedono il lusso di muoversi a tempo con i battiti vitali della musica. Molte giovani coppie ne approfittano per scattarsi foto con il telefonino.
Hanno avvicinato i volti, si sono messe guancia contro guancia e quindi scattano. Gallerie di immagini già pronte per la bacheca di Facebook.
In piazza Cavour, nel frattempo, centinaia di persone si lasciano scivolare con i pattini nella pista su ghiaccio, rimasta aperta fino alle 2.
Ma il conteggio è ormai giunto alla sua conclusione. Meno dieci, nove, otto, sette? Le voci sono più forti della musica. La speranza è più travolgente di ogni recriminazione.
Ci si stringe ancora di più. La folla in piazza De Gasperi e in viale Geno è davvero sconfinata.
In lontananza rimbombano i petardi. Fischiano i razzi. Scintillano i fuochi che i più giovani hanno con sé.
Il boato prende corpo. Si alimenta di sé stesso.
Meno quattro, tre, due uno?
Ed è l’apoteosi. L’ombra che era scesa sulla piazza è di nuovo invasa dalla luce dei faretti, dall’energia di migliaia di persone che festeggiano, si sorridono, si abbracciano.
Le voci dei deejay salutano il 2011 che è appena nato. Poi è il momento dei fuochi. La colonna sonora è improntata al classico. Parte un brano di Handel. Sarà seguito da due ouverture di Rossini.
E dalla voce di Luciano Pavarotti che esulta: «All’alba vincerò!»
Fiori di luce sbocciano nel cielo. Fontane di luce sgorgano dall’acqua. Cascate di scintille accendono un nuovo giorno nel cuore della notte. Un quarto d’ora di spettacolo. Una sinfonia di colori che illumina la festa.
Poi è ancora musica, mentre la voce di Shakira intona “Waka waka”. Si ballerà ancora, fino alle 2. «Ho fatto anche un giro per la città – afferma Daniele Brunati – Il lungolago era gremito, così come largo Mafalda, con la ruota panoramica».
«Molta gente – prosegue Brunati – ha scelto di festeggiare il nuovo anno in piazza del Duomo. È stata la festa delle famiglie, oltre che dei giovani. La città ha offerto di sé un’immagine europea: la gente scattava foto e mandava mms agli amici, felice di essere a Como. Da diciassette anni, ormai, abbiamo innescato un circolo virtuoso».
I numeri evidentemente anche quest’anno premiano il successo del veglione e di tutte le attività organizzate nell’ambito della “Città dei Balocchi”. «Approssimando per difetto – conclude Brunati – tra il veglione in viale Geno, il lungolago e tutti i locali, possiamo parlare di almeno 40mila presenze complessive in città. Davvero un ottimo auspicio per il nuovo anno».
Inevitabili le ripercussioni sul traffico in ingresso in città, in particolare dalla Lariana. Il lungolago è stato infatti riaperto non alle 0.30 come previsto e annunciato, bensì attorno alle 3. E c’è chi ha trascorso oltre un’ora e mezza per recarsi da Blevio a Como.

Marco Proserpio

Nella foto:
Un’immagine della folla che ha partecipato alla festa in piazza di fine 2010 e d’inizio del nuovo anno (foto Baricci)
2 gennaio 2011

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