Tutti uniti nel nome di Stefano Borgonovo

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Tifosi azzurri in prima fila nella giornata più triste per lo sport lariano

«La lezione che ci lascia Stefano Borgonovo? Una grande forza interiore e la capacità di trovare quel poco di positivo che c’è anche nel male. Un messaggio che spesso non vediamo». Parole di Don Norberto Donghi, parroco di Giussano, ieri ai funerali dell’ex giocatore che, in fondo, riassumono il senso di una storia triste.
Una giornata mesta, con il mondo del calcio, tanti ex del Como e gli appassionati di tutte le bandiere che si sono ritrovati nel comune brianzolo per dare l’addio al

giocatore sconfitto dalla Sla. Si parla di 6mila persone.
In prima fila i tifosi del Como con i loro striscioni, che hanno salutato Stefano con gli stessi cori che gli dedicavano quando era l’idolo della curva azzurra con la maglia dei lariani ai tempi della serie A.
E mentre amici, vip, persone semplici e addetti ai lavori si radunavano in chiesa, i fan azzurri hanno atteso Borgonovo fuori dalla sua casa con lo striscione “Stefano sempre presente” e lo hanno accompagnato verso la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo.
Nel corteo anche una bandiera dell’Udinese portata da Ivano, classe 1938, arrivato apposta da San Daniele del Friuli e ripartito subito dopo la cerimonia «perché Stefano ha giocato con noi poco, ma ha lasciato un segno ed era una persona che meritava» ha spiegato.
Una cerimonia con tanti applausi che – piaccia o no questa usanza – hanno sottolineato l’affetto della gente per l’ex giocatore. Molti personaggi del mondo del calcio, si è detto, con molti compagni di squadra di Borgonovo al Como, oltre alla delegazione della società, con la bandiera listata a lutto.
Molti i nomi noti, anche con l’antipatica appendice di cacciatori di autografi che hanno perso una buona occasione per starsene a casa, considerata la situazione. Tra i personaggi visti ieri a Giussano: Arrigo Sacchi, Paolo Maldini, Mauro Tassotti, Filippo Galli, Ariedo Braida, Stefano Tacconi, Giancarlo Antognoni, Daniele Massaro, Franco Baresi, Manuel Pasqual, Beppe Marotta, Stefano Tacconi, Ciro Ferrara, Pierpaolo Marino. Michel Platini, presidente Uefa, ha mandato una corona di fiori.
Ma, in mezzo alla gente, c’erano anche volti forse meno noti al grande pubblico, ma che con Stefano hanno condiviso momenti importanti quando vestivano la maglia del Como.
C’era Stefano Maccoppi, che era il compagno di stanza del “Borgo”, e poi Enrico Todesco, Enrico Annoni, Alessandro Scanziani, Simone Braglia. E poi ancora Silvano Fontolan, Enio Fiaschi, Roberto Melgrati.
Senza dimenticare anche storici collaboratori azzurri, come Claudio Soggetti e Livio Prada, che Borgonovo l’hanno visto crescere, quando ancora giocava nel vivaio azzurro. Non mancavano atleti che con Stefano hanno giocato in altre realtà: per esempio Vanni Moscon, che era nella Sambenedettese quando lo stesso Borgonovo e Maccoppi erano stati mandati in prestito a farsi le ossa.
Tra i tanti labari, quello del Comune di Como, che era rappresentato dall’assessore allo Sport, Luigi Cavadini, che ha confermato l’intenzione di Palazzo Cernezzi, già manifestata dal sindaco, di dedicare un settore dello stadio a Borgonovo: «Andremo avanti con questa proposta» ha detto, e ha poi aggiunto al termine della cerimonia: «Di Borgonovo mi hanno colpito la sua forza e quella della sua famiglia. Penso che la tanta gente che ha voluto dargli l’ultimo saluto abbia recepito questo messaggio, soprattutto i tanti giovani che non lo hanno visto giocare, ma che lo hanno apprezzato come uomo in questa sua battaglia contro la Sla».

Massimo Moscardi

Nella foto:
Sopra, il saluto dei tifosi azzurri ai funerali di Borgonovo. A destra, Manuel Pasqual, capitano della Fiorentina, una delle squadre dove Borgonovo ha lasciato di più il segno. Sotto, Franco Baresi, uno degli uomini simbolo dei rossoneri e compagno di Stefano al Milan (fotoservizio Fkd)

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