Tutti vogliono il Giro d’Italia.  Cinque candidature lariane per ospitare una tappa
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Tutti vogliono il Giro d’Italia. Cinque candidature lariane per ospitare una tappa

Un passaggio del Giro d'Italia Un passaggio del Giro d’Italia (Rcs/Ansa/Peri)

Giro d’Italia sul Lario: la partita è fra cinque località del territorio. Como si è candidata e lo ha fatto in maniera eclatante, ma non mancano altre località che si sono mosse allo stesso scopo.
Per quanto riguarda la città, l’assessore allo Sport Marco Galli e quello al Turismo Simona Rossotti già nello scorso mese di dicembre, alla cena di Natale del Panathlon, avevano esternato la loro richiesta. Di fronte a loro un più che autorevole interlocutore come Mauro Vegni, direttore ciclismo di Rcs Sport, la società che organizza sia il Giro d’Italia, sia il “Lombardia”, la “classica” autunnale che da anni ha Como e il suo territorio come riferimento.
In tempi recenti la stessa Rossotti ha ribadito l’intenzione di portare in città una tappa della “Corsa rosa”.
Ma qui si vanno a innestare le richieste di altre realtà del territorio che hanno già manifestato la stessa intenzione, ossia di essere un polo del Giro d’Italia tenendo conto del fatto che, più che su quello del 2019, si deve già ragionare sul 2020.
Una data a cui ad Albese con Cassano tengono molto per ricordare il compaesano Fabio Casartelli (nella foto a sinistra): nel 2020 il corridore scomparso in un incidente al Tour del 1995 avrebbe compiuto mezzo secolo di vita (era nato nel 1970). E allo stesso tempo si ricorderanno i 25 anni dalla sua morte.
Albese, da quanto trapelato, preferirebbe ospitare la partenza di una tappa, piuttosto che l’arrivo, come già avvenuto il 29 maggio del 2005, quando dalla località comasca partì la frazione poi conclusa a Milano con il successo del velocista Alessandro Petacchi.
Più defilata la posizione di Cantù, la base dell’associazione CentoCantù, che da anni coordina, in collaborazione con Rcs Sport, partenze e arrivi del “Lombardia” a Como. La Città del mobile nel 2007 ha ospitato il via della tappa poi chiusa a Bergamo e sicuramente non mancano autorevoli rappresentanti che vorrebbero riportare la gara in Brianza.
Una intenzione che c’è anche nel Triangolo Lariano, con altri due luoghi pure interessati ad avere la “Corsa rosa”.

Vincenzo Nibali al Ghisallo Vincenzo Nibali poche settimane fa al Ghisallo

Del Ghisallo e del suo Museo, interessati a ospitare l’arrivo di una frazione è noto ormai da tempo. Antonio Molteni, presidente della Fondazione che gestisce la struttura, non ha mai nascosto l’intenzione. In questo progetto potrebbe inserirsi Bellagio, di fatto la quinta località che medita la candidatura per il Giro d’Italia. L’idea, suggestiva, potrebbe essere quella di una cronometro dalla “Perla del Lario” fino al Museo. Qualcuno ha pensato addirittura ad una tappa di questo tipo da Como (37 chilometri), anche se non sarebbe facile gestire per un giorno la chiusura della strada che costeggia il lago, visto che per la corsa, oltre al passaggio dei corridori, vanno calcolati il passaggio dei mezzi della logistica, di quelli di forze dell’ordine, sponsor e le stesse ammiraglie.
Più agevole da gestire, invece, una eventuale frazione Albese-Bellagio-Ghisallo, sempre a cronometro, magari con passaggio dal Lecchese. Soluzione che però andrebbe ad escludere la città di Como.
Ci sarà da ragionare un po’ su tutto, ma le diplomazie – per così dire – sono già al lavoro per trovare una soluzione che possa essere soddisfacente per tutto il territorio e adatta ai parametri economici e tecnici richiesti dalla corsa ciclistica più nota e amata del nostro Paese.
Massimo Moscardi

20 Apr 2018

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