Tutto il meglio di De Sfroos

Musica lariana – Annunciato l’elenco dei brani che comporranno il cofanetto antologico del menestrello comasco con due inediti che l’artista ha inciso a casa
Davide Van De Sfroos racconterà il primo Best Of della sua carriera il prossimo 24 novembre in diretta al Dariosauro, la trasmissione di approfondimento condotta da Dario Campione sull’emittente lariana Etv, che gli dedicherà una serata davvero speciale.
Si conclude così l’anno magico del menestrello lariano, con un cofanetto dal sapore natalizio che da martedì 15 novembre regalerà a vecchi e nuovi desfan le canzoni più belle della sua ricca discografia dal 1999 a oggi.
Il primo

disco conterrà 15 brani: 7 tratti dal celeberrimo Brèva e Tivàn, tra cui una Ninna nanna del contrabbandiere registrata dal vivo nel 2009 alla Radio della Svizzera Italiana; 7 scelti da E semm partii, primo vero e proprio passo verso il grande successo nazionale; un inedito intitolato Foglie, che il menestrello ha registrato da solo dal vivo nel suo studio di casa, così come fanno spesso i grandi songwriter americani.
Il secondo disco dell’antologia conterrà altri 15 brani: 3, solo tre, estratti da Akuaduulza, l’album più blues e paludoso di De Sfroos, quello che partorì il suo tour più teatrale e coinvolgente di sempre; 6 tratti dal quasi internazionale Pica!, il cd che ha messo d’accordo tutta la critica musicale; 6 rubati al forziere di Yanez, l’album che ha già venduto oltre 70mila copie e che lo scorso febbraio ha regalato l’omonima traccia in dialetto laghèe al Festival di Sanremo; più un secondo inedito intitolato Lettera da Marte, anch’esso figlio di una registrazione “fatta in casa” da De Sfroos a Mezzegra.
Insieme a due attesi dischi, che verranno presentati ufficialmente il 16 novembre alla libreria Feltrinelli di piazza Piemonte a Milano, anche un dvd diviso in 5 capitoli che racconterà un’ultima estate trascorsa on the road, e un booklet con due racconti inediti di De Sfroos scrittore: Il cedro del Libano e Retha Mazur il vento.
Il miglior modo per chiosare un anno di grandi soddisfazioni e per raccontare dodici anni di carriera di un artista eclettico ed unico nel suo genere: Davide ha saputo miscelare tradizione e contemporaneità attraverso canzoni che il dialetto ha solo rafforzato nella loro autenticità.
Il percorso musicale di Davide Van De Sfroos è stato fin qui di una coerenza esemplare, ha superato confini che sembrava impossibile valicare, tagliando, uno dopo l’altro, traguardi che forse nemmeno lui stesso avrebbe potuto immaginare.
Le 50 date e le oltre 100mila presenze ai suoi concerti di quest’anno sono un’altra testimonianza della popolarità raggiunta dal menestrello lariano, autentico testimone della tradizione popolare delle nostre terre. Oggi ci si sente spesso chiedere dove potrà ancora arrivare De Sfroos, se la sua musica ha già toccato l’apice creativo. Difficile rispondere perché Davide ha spesso sorpreso e spiazzato tutti, da buon poeta imprevedibile qual è. Musicalmente sarebbe interessante vederlo al lavoro con un grande produttore, con un professionista come Joe Henry che potrebbe asciugare le sue canzoni come Rick Rubin fece meravigliosamente con Johnny Cash.
Andando oltre il puro esercizio critico, restiamo convinti che l’esuberante vena artistica sia tutt’altro che esaurita; come e in che forma si manifesterà nuovamente lo vedremo presto. In questi giorni di riposo, dopo il festival folk internazionale al Teatro Sociale che ha diretto, Davide continua a scrivere nuove storie che un giorno non lontano diventeranno nuove canzoni. Intanto prepariamoci a riascoltare tutte insieme quelle che ci accompagnano un po’ ovunque da dodici anni. Questo splendido viaggio lacustre che ha conquistato tutta l’Italia lo seguiamo fin dal giorno della sua partenza in “curiera”. Nel 2011 abbiamo viaggiato a bordo del glorioso vascello di Yanez, ma non siamo ancora arrivati.

Maurizio Pratelli

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