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Andrea Vitali: tutto il mondo è un racconto

altAndrea Vitali. Il romanziere lariano svela i segreti del mestiere e dà alcuni consigli preziosi per chi voglia cimentarsi con la scrittura. E rivela: pronto da tempo il romanzo del suo “addio monti”
Da anni Andrea Vitali, irresistibile tessitore di storie, ci ha abituati con regolarità, attraverso il profumo di lago delle sue pagine, a frequentare il microcosmo bellanese come specchio della vita di provincia.
Il suo rito è scrivere al mattino, dopo il caffè e la consultazione quotidiana del Televideo, pagina 214: è tifoso del Como (nella foto, in tribuna al Sinigaglia). E, di solito, scrive a matita. «Mi piace molto come oggetto», precisa.
Fin dall’esordio con Il procuratore (correva l’anno 1988) il suo metodo è ascoltare storie che aspettano solo di essere raccontate e restituite scritte su carta.

Vitali, siamo in attesa di “Biglietto, signorina”, in uscita da Garzanti. Una storia già apparsa nel 2001.
«L’ho riscritta da capo. È uno dei consigli che mi sento di dare a me stesso e agli altri. Il mio primo maestro, Raffaele Crovi, mi fece riscrivere completamente i primi lavori. Puzzavano di Ottocento. Dovevo liberarmi dai romanzi del XIX secolo che stavo leggendo in quantità. “Lei vive in un altro secolo”, mi diceva. “Quindi si adegui”».
Lei ha avuto enorme successo. Si sente uno scrittore arrivato?
«Si è scrittori dentro, nell’anima. Non conta il successo. Il segreto per amare la parola scritta? Scoprite il bello della lettura, che porta a creare altre pagine. Qualunque cosa è racconto, bastano un foglio e una biro, o una pagina di computer, per iniziare. Ma devi avere qualcosa da raccontare. Questo fa la differenza. E una storia si nasconde ovunque. E quando la trovo, la sento nella pancia».
In cosa consiste l’arte del raccontare?
«Distinguo tra gli scrittori diaristici, che vogliono rendere gli altri partecipi delle loro ansie, e chi racconta davvero. Come, ad esempio, Dino Buzzati».
Oggi va di moda il “fai da te” per pubblicare un libro. La conseguenza?
«Uno pensa che basti buttare giù qualcosa e il gioco è fatto. Sono stato ospite al talent show in tv Masterpiece su Rai3 e ho visto strafalcioni tremendi, errori di grammatica, sintassi e consecutio temporum, che neanche alle elementari. Sospetto che oggi si legga sempre meno. La causa è tutta lì. E diffido dei corsi di scrittura creativa. Quest’ultimo aggettivo c’entra poco, in realtà. Si può insegnare come scrivere una tesi, ma la miglior esperienza è la lettura».
Segreti nel cassetto?
Un romanzo che non c’entra con Bellano, si intitola Documenti, prego. Ci lavoro da molti anni. Uscirà alla metà del 2015».
E cosa ha sul comodino, adesso?
L’Odissea. Ho appena concluso l’undicesimo libro, quello dove Odisseo incontra i morti nell’Ade. È in sintonia con l’atmosfera autunnale del nostro lago».

Lorenzo Morandotti

12 ottobre 2014

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