Cronaca

Tutto pronto sul Lario per la nuova Forza Italia. In ogni comune ci sarà il responsabile organizzativo

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A settembre la prima assemblea plenaria in vista delle amministrative del 2014

Forza Italia non c’è ma si vede. Il partito nuovo di Berlusconi è tuttora in gestazione ma a livello locale si lavora perché i primi passi del soggetto politico che dovrebbe ancora una volta cambiare il volto del centrodestra non siano incerti. Anche sul Lario, almeno a sentire i diretti protagonisti, questi ultimi mesi non sono trascorsi invano. Venerdì sera il coordinamento provinciale del Popolo della Libertà ha fatto il punto della situazione proprio in vista della rinascita forzista. Sul

tavolo della sede di via Recchi sono finiti i nomi dei 145 responsabili organizzativi individuati per dare corpo alla formazione politica del Cavaliere.
Uno in ciascun comune della provincia. All’appello ne mancano una quindicina, l’obiettivo è trovarli al più presto. Perché a settembre, alla classica ripresa autunnale, Forza Italia terrà una “plenaria” a Como in cui si discuterà sì del nuovo partito ma anche (e soprattutto) delle elezioni amministrative. Il 2014 è annus electoralis, vanno al voto un centinaio di paesi. Un appuntamento che i neo-forzisti non intendono sottovalutare.
Va da sé che in molti casi il responsabile amministrativo è proprio il sindaco o un assessore, qualcuno cioè già impegnato in politica. Ma la linea di marcia è chiara. Insediamento territoriale e dialogo con la gente.
«Si riparte dal basso, indipendentemente da ciò che succederà – dice Alessandro Fermi, consigliere regionale eletto nel Pdl lo scorso febbraio e in passato sindaco di Albavilla, assessore provinciale e militante di Alleanza Nazionale – In realtà, nessuno di noi sa davvero più di quello che tutti possono leggere sui giornali. Che cosa sarà il nuovo partito o come sarà strutturato, non lo sappiamo». Il nome, quello invece è noto. «Ma non è la cosa più importante – dice ancora Fermi – Piuttosto, bisogna far partire un nuovo periodo politico, basato sul cambiamento e sul rinnovamento. Che si chiami Forza Italia o Pdl non conta, in passato ci siamo adagiati troppo su Berlusconi, oggi c’è la necessità di rivedere tutto il centrodestra. Gli elettori chiedono un modello diverso, più territoriale, più attento ai problemi».
Partito leggero o partito pesante? Partito delle tessere o partito degli eletti? «Leggero, leggerissimo – dice Sergio Gaddi, consigliere comunale a Como eletto in una lista civica di diretta ispirazione forzista nata in polemica con il Pdl e oggi rientrato nei ranghi del partito berlusconiano – Senza tessere né padrini. La nuova Forza Italia, così come qualunque progetto derivi da Berlusconi, mi vede in prima linea», aggiunge l’ex assessore alla Cultura di Palazzo Cernezzi, il quale si definisce un «ultra-ortodosso. Forza Italia non è un passo indietro ma un passo avanti, torniamo a essere alternativi alla sinistra, un principio che non può essere in discussione».
Gaddi difende le scelte di Berlusconi e il nuovo-vecchio partito che, secondo lui, è «la rappresentazione senza tempo dell’area liberale». E non si preoccupa minimamente delle questioni organizzative, superate a suo avviso dal «modello berlusconiano» di partito senza apparati.
In realtà, un apparato – seppur piccolo – c’è. E anche una struttura, più o meno diffusa, di eletti ereditati dal Pdl che attendono informazioni e dettagli prima di scegliere da che parte stare.
«Stiamo a vedere che cosa succede – dice Enrico Cenetiempo, consigliere comunale a Como eletto nel Pdl e in passato assessore a Palazzo Cernezzi per i centristi – Mi sembra di aver capito che il contenitore del Pdl resti comunque in piedi. Noi potremmo essere il contenuto, un’aggregazione diversa di forze che si collegano al centrodestra. In ogni caso, aspetto di vedere con quali uomini, con quale programma e con quali intenti nascerà la nuova Forza Italia». Cenetiempo sembra escludere un ritorno al passato. «La fase nata nel ’94 si è chiusa in modo definitivo, erano altri tempi e non si deve fare l’errore di scimmiottarla pensando che possa tornare. Piuttosto, bisognerebbe ritrovare lo spirito del ’94, restando consapevoli del fatto che le cose sono politicamente assai diverse».
Matrimonio e politica
Una buona parte degli uomini e delle donne della Forza Italia di ieri e della Forza Italia di domani si ritrovano intanto faccia a faccia questo pomeriggio al matrimonio dell’ex consigliere regionale Gianluca Rinaldin, il quale ha invitato 180 persone. C’è chi giura che l’occasione mondana sarà sfruttata anche per mettere a punto qualche strategia lariana in vista della rinascita forzista. Possibile.
Tra gli invitati c’è anche Achille Mojoli, ex assessore provinciale uscito dal Pdl tre anni fa con il gruppo degli autonomisti. «La nuova Forza Italia? Non penso nulla. Di recente ho letto il libro di Matteo Renzi, “Oltre la rottamazione”. È molto bello».

Da. C.

Nella foto:
Forza Italia rinasce anche a Como con l’obiettivo immediato di lavorare per le amministrative del 2014
30 Giugno 2013

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