Tv accese d’estate, consigli per l’uso

opinioni e commenti di mario guidotti

di Mario Guidotti

L’estate rappresenta un momento unico nell’anno per conoscere, nostro malgrado e non perché siamo curiosi, molte abitudini della gente nelle proprie case. Un comportamento molto particolare è l’uso che la persone fanno del televisore.

Da oltre sessant’anni conviviamo con questo elettrodomestico, che è passato da un grosso scatolone ad una lastra ultrasottile e perlopiù gigantesca. Lo vediamo spesso nelle case degli altri per le finestre aperte, appunto d’estate,  o ce ne accorgiamo in occasione di tornei, gare particolari, olimpiadi, per le reazioni di chi guarda (boati, fischi, urla, lamentazioni).

Nonostante internet, tablet, smartphone e nuove diavolerie tecnologiche, il televisore è ancora molto usato, che non vuol dire per forza seguito o ascoltato. Diciamo che è soprattutto “acceso”. Tanto, tantissimo. Certe persone lo tengono continuamente avviato, taluni anche la notte. È diventato un compagno di casa, non un trasmettitore di notizie, emozioni, fatti, avvenimenti, ma solo una voce che riempie un vuoto.

Ai medici, ma probabilmente anche ad altri operatori/agenti che visitano la gente a casa, càpita frequentemente di notare appunto il televisore acceso, ma, a parte il volume a palla (quasi sempre al domicilio si visitano persone anziane deboli di udito), ci si accorge che il padrone di casa, anzi tutti i frequentatori dell’abitazione, neppure si rendono conto del televisore acceso. “Signora, possiamo spegnere un attimo la Tv intanto che la visito?” è seguito da “ah, dottore, scusi non la seguivo nemmeno”. In effetti, testando la cognitività della persona oggetto della visita, alla domanda di che notizie o quali programmi avesse seguito/sentito, la risposta è perlopiù pari a zero.

Altri invece accendono il televisore in maniera “pulsata”, con una particolare attenzione, che spesso naufraga in ossessione, per i notiziari. Ecco allora che si ascoltano (ahimé anche i vicini di casa) una sequenza di meriggio e una di sera: studio aperto, Tg4, Tg2, Tg5, Tg1, con una bella chiusa sul Tg3 regionale. Il comune denominatore è sempre il volume televisivo, ben oltre i decibel delle decenza.

Altri ancora accendono la Tv la sera, diciamo dopo cena, a prescindere dai programmi, così, perché lo ha sempre fatto, perché così si fa da sempre. Veramente pochi accendono il televisore per seguire un programma specifico, un film, una serie Tv, un notiziario.

Quindi è raramente il contenuto, cioè il programma ad essere oggetto d’uso, ma il contenitore, cioè l’oggetto che lo veicola. Comunque sia, a dispetto delle novità tecnologiche lo strumento è fortemente radicato nelle case.

Due cose sarebbero maggiormente auspicabili: un uso non passivo, ma stimolante per chi lo segue, ed un volume di ascolto contenuto, per la salute di orecchi e cervelli

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