Tv svizzera “spenta” per referendum? A marzo si vota in tutta la Confederazione

In Italia, dove il canone Tv era la tassa probabilmente più evasa della storia fiscale della Repubblica, il problema è stato risolto collegando l’imposta alle utenze elettriche. Risultato: 1 miliardo e mezzo di euro recuperati in un colpo solo e tassa abbassata del 20% in appena 2 anni.
In Svizzera, dove il canone costa 400 euro e quasi nessuno si è mai sognato di non pagarlo, un referendum sta facendo tremare la radiotelevisione di Stato. Se all’inizio di marzo il popolo e i Cantoni approveranno l’iniziativa “No Billag”, infatti, il rischio più che concreto è lo spegnimento di quasi tutti i canali nazionali. Compresi, ovviamente, quelli della Rsi di Comano.
Per moltissimi comaschi, affezionati alla Tv svizzera e habitués soprattutto della programmazione sportiva, si prospetta un addio sicuramente inatteso e per certi versi doloroso.
Oltrefrontiera il dibattito sull’iniziativa referendaria è rovente. Il canone Tv elvetico vale 1,2 miliardi di franchi e alla sola Rsi sono girati ogni anno oltre 200 milioni.
Un sì all’abolizione della tassa significherebbe la fine sostanziale dell’azienda televisiva di Stato. Il ministro delle Comunicazioni di Berna, Doris Leuthard, ha ripetuto ancora di recente in un’intervista che la cancellazione del canone porterebbe alla chiusura quasi immediata dei canali radiotelevisivi di lingua francese e italiana.
Potrebbe resistere, sebbene con strutture molto ridimensionate, soltanto un canale di lingua tedesca. Che dovrebbe comunque trovare le risorse necessarie sul mercato.
Questo perché il quesito del referendum prevede non soltanto l’abolizione del canone (chiamato Billag, dal nome della società di riscossione), ma anche l’obbligo della Confederazione di mettere all’asta le frequenze televisive.
In pratica, un doppio sì al referendum (popolare e dei Cantoni) cambierebbe lo scenario elvetico della comunicazione televisiva, oggi dominato dalla Tv di Stato (Ssr) e punteggiato da emittenti regionali anch’esser beneficiarie – in minima parte – dei contributi derivanti dal canone.
Fine della gloriosa Tv svizzera, quindi? È presto per dirlo, ma le avvisaglie sono a dir poco preoccupanti. L’ultimo sondaggio nazionale ha evidenziato infatti una maggioranza nettamente favorevole all’abolizione del canone Tv (57%). Un risultato che nessuno in realtà si aspettava, almeno in queste dimensioni, e che ha acceso un dibattito serrato tra le forze politiche e sociali.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.