Ubriaca in strada a soli 15 anni. Studentessa ricoverata a Menaggio

L’allarme al 118 lanciato da un autista del bus che ha visto la giovane barcollare
Ubriaca alle 11 del mattino, al termine delle ultime lezioni scolastiche prima delle vacanze natalizie. A 15 anni.
È accaduto ieri mattina a Menaggio, ma indicare il luogo e l’ora e quasi superfluo perché, purtroppo, succede molto più spesso di quanto si possa immaginare. «La piaga dell’abuso di alcol tra i ragazzi, anche giovanissimi, è in preoccupante aumento – avverte il responsabile del 118 di Como, Mario Landriscina – E nessuno deve sentirsi immune, nessun genitore può pensare di

chiamarsi fuori».
La cronaca dell’episodio in sé è quasi banale e il racconto si conclude in poche righe. Sono da poco trascorse le 11 del mattino quando l’autista di un autobus del servizio pubblico che sta percorrendo la via Roma, a Menaggio, nota sulla strada una ragazzina in evidente stato confusionale. Ha lo zaino sulle spalle ed è appena uscita da scuola. Ha 15 anni.
Il conducente del bus capisce rapidamente che la giovane è in stato di ebbrezza. Chiama il 118.
Interviene un’ambulanza della Croce Rossa cittadina, proveniente dalla sede di via Camozzi. La studentessa viene accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale di Menaggio. Nulla di grave, per fortuna, almeno dal punto di vista delle condizioni di salute della 15enne, che torna a casa con i genitori, subito avvertiti dell’accaduto come prevede la prassi in caso di minorenni.
«È inutile entrare nel dettaglio del caso in sé – esordisce il direttore dell’unità operativa di emergenza e urgenza 118 di Como, Mario Landriscina – L’aspetto davvero drammatico è che si tratta dell’ennesima, triste conferma di una piaga in costante crescita. Questo episodio suscita clamore perché accaduto in pieno giorno, sulla strada, e coinvolge una studentessa appena uscita da scuola. Purtroppo, però, il consumo di alcol tra i ragazzini è a livelli preoccupanti, senza contare che spesso è abbinato anche all’assunzione di sostanze stupefacenti. E non si tratta di un fenomeno occasionale, bensì radicato».
Completamente sfatata anche la convinzione che l’uso di alcol sia un problema quasi esclusivamente maschile. «Nel cosiddetto sesso forte il problema è più evidente – dice Landriscina – Le ragazze, però, non sono affatto immuni, anzi. E non deve stupire neppure l’età della protagonista di questa vicenda. L’abuso di alcol è sempre più diffuso tra i giovanissimi, addirittura anche dai 13-14 anni, con episodi, fortunatamente estremi, che coinvolgono persino 12enni».
Alzare il sipario sul problema è fondamentale.
«Cari genitori, care famiglie, non chiudete gli occhi – esorta ancora Mario Landriscina – Purtroppo nessuno può pensare di farla franca e di chiamarsi fuori. Una forte compartecipazione e un’alleanza tra tutti gli educatori sono le uniche armi per frenare questa piaga. La scuola, ma anche le istituzioni e le forze dell’ordine, stanno facendo tanto, ma non è possibile pensare sempre e soltanto di delegare. Il ruolo delle famiglie è essenziale. Il fenomeno è preoccupante e riguarda davvero tutte le categorie. Non ci sono ceti o categorie immuni».
«L’esperienza ci ha ormai insegnato che i ragazzini hanno imparato benissimo ad aggirare normative e divieti – dice ancora Landriscina – Spesso escono di casa già “attrezzati” con bottiglie di superalcolici. In molti casi, invece, le acquistano e si apre dunque il capitolo economico. I genitori devono sapere esattamente quanti soldi i loro figli hanno a disposizione e chiedersi come li spendano. Credo che tutti debbano interrogarsi. Nei periodi di festa il problema si acuisce – conclude Mario Landriscina – Approfittiamo di questo brutto episodio per fermarci a riflettere. Ciascuno deve sentirsi coinvolto e dobbiamo trovare la molla giusta per arrivare a invertire questa tendenza».

Anna Campaniello

Nella foto:
L’abuso di alcol tra i giovani è ormai un fenomeno dilagante anche a Como

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