Ubriachi, risse e vandali: dove sono i genitori?

A margine della chiusura del “Made”

La chiusura del “Made Club” se non è un fulmine a ciel sereno quanto meno fa discutere, e molto. Infatti possiamo benissimo ritornare ai soliti argomenti. Como ha bisogno o no di divertimento? Como è una città morta? A Como ci si può divertire? Como può convivere con la movida? Sono tutte domande giuste, ma che ci distolgono dal vero problema che non è tanto se ci deve essere o meno una discoteca, dei bar od altro in città. Il vero problema sembra essere legato, senza ovviamente far di tutta l’erba un fascio, a chi frequenta questi luoghi ed a come si comporta: il consumo eccessivo di alcolici, le risse, il disturbo della quiete pubblica…
Ma anche questi sono problemi già discussi e purtroppo sono fatti appurati. Ora bisogna arrivare al punto della questione: perchè accadono queste cose? Non penso proprio che la risposta stia perchè ci sono i bar e le discoteche, in quanto i gestori hanno delle responsabilità e delle leggi da rispettare.
Ma se tali leggi sono rispettate, quali altre responsabilità hanno? Insegnare a non bere? A non far rissa? A portare rispetto?
Con tutta la buona volontà non credo che possano assumersi questi compiti. Quindi chi se ne deve occupare? Ogni volta che leggo di ragazzini ubriachi, minorenni pestati o bimbi-vandali colti in fragrante, mi domando una cosa in particolare: dove sono i loro genitori?
Perché forse è bene ricordare che è la famiglia la prima fonte di formazione della nostra vita, la nostra prima fonte di valori.
Se questa fonte è arida, come si può pretendere che altri instillino valori ai propri figli? Non è una responsabilità delegabile.
Ogni giorno abbiamo a che fare con una crisi che non è solo economica ma anche di valori. Sembra che non siamo più in grado di trasmetterli ed è qui che sta il problema dei problemi!
Sentendo vari fatti di cronaca, ormai ordinaria, mi convinco sempre di più che, per esempio, il rispetto per gli altri e quello per se stessi è un valore ormai perso.
Per concludere quindi non discuto tanto le decisioni della Questura sulla chiusura del “Made Club”, pur non essendo d’accordo. Piuttosto lancio un avvertimento.
Chi vede in questo genere di cose le soluzioni ai nostri problemi ci pensi due volte. Chiudere locali non cambia le persone che li frequentano, che andranno da un altra parte. Così si lascia irrisolto il vero problema e cioè che abbiamo a che fare con una crisi di valori.
Una situazione del genere la si cambia poco alla volta partendo in primis da noi stessi, dalla famiglia, poi dalla società fino allo Stato che deve lottare seriamente contro i crescenti problemi sociali, non con slogan elettorali ma con soluzioni che vadano al cuore del problema.
Ma anzitutto partiamo da noi stessi, abbandonando l’egoismo e il menefreghismo per trovare dei valori in cui credere e da condividere con chi ci circonda, così da migliorare concretamente la realtà in cui viviamo.
Matteo Vanini

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