Ubriaco al volante finisce in carcere per scontare un mese di pena

 

L’avvocato si è dimenticato di chiedere misure alternative alla cella

bassone1Era stato trovato sei anni fa a Milano con un tasso alcolico superiore al consentito ed è finito in carcere, tutto per un errore, o meglio una dimenticanza del suo avvocato. L’incredibile vicenda ha colpito un 48enne, incensurato, residente a Rovellasca finito appunto in carcere. Era stato sorpreso al volante di un’auto con un tasso alcolico oltre la legge. Un reato che la legge prevede possa essere commutato con altre forme di espiazione della pena, come l’affidamento in prova ai servizi sociali. Per accedere a queste misure alternative, serve però una istanza presentata entro 30 giorni. Istanza tuttavia che il suo avvocato non ha presentato. Così i carabinieri lo hanno accompagnato in carcere.

All’uomo, ora finito in cella proprio per quella sentenza, non è rimasto altro da fare che affidarsi disperatamente ad un secondo avvocato, il comasco Massimiliano Galli, che ha presentato una istanza urgente al magistrato di sorveglianza per chiedere quantomeno i ”domiciliari”. Il rischio è che il sì del giudice arrivi oltre il termine della pena.

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