Ubriaco alla guida dell’autobus. A processo autista di 47 anni

Sulla linea Como-Varese

Si era messo alla guida di un autobus di linea lungo la tratta da Como a Varese, il 23 ottobre del 2010.
Ma prima aveva alzato decisamente il gomito, tanto da scatenare il panico tra i passeggeri che si lanciarono fuori dal torpedone.
L’uomo, un 47enne di Olgiate Comasco, è così finito a processo in quanto i test dei carabinieri rilevarono una presenza di alcol nel sangue di 2,69, con il limite posto a 0,50. Quindi, più di cinque volte oltre il consentito. Ieri si è svolta la prima

udienza, e in aula è stato sentito il responsabile del deposito di Solbiate, dove l’autista condusse il bus fermando la corsa senza mai giungere a Varese. «Non riusciva nemmeno a parlare – ha ricordato il collega davanti al giudice – Lo trovai riverso sul volante, mi disse che non stava bene e accanto aveva una scatola di mentine completamente vuota. Lo invitai ad andare in ufficio e lui fece fatica ad alzarsi dal sedile di guida e a fare gli scalini. Poi, appena dentro l’ufficio, mi arrivò una telefonata dei carabinieri che mi chiesero di trattenere l’autista perché era in arrivo una pattuglia».
Come testimone è stato sentito anche un militare dell’Arma oggi in pensione che all’epoca dei fatti effettuò i test dell’alcol sul 47enne.
«Mi ricordo il primo: 2,69. Era conciato male. Mi ricordo di una persona completamente ubriaca». Il giudice ha poi rinviato l’udienza al 30 ottobre. Quel giorno spazio alle conclusioni dell’accusa, all’arringa dell’avvocato Rita Mallone e alla sentenza.

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