Uccide l’amico con un colpo di pistola: in casa aveva un vero e proprio arsenale. Domani l’interrogatorio in videoconferenza

Il punto tra Faggeto e Pognana dove venne ritrovato il corpo

Si terrà domani, in videoconferenza tra l’ufficio del giudice delle indagini preliminari di Como e il carcere del Bassone, nel rispetto delle normative per tentare di limitare la diffusione del Coronavirus, l’interrogatorio di Antonio Ballan, 51 anni di Como (assistito dall’avvocato Riccardo Guido), accusato per il colpo di pistola che ha posto fine alla vita di Roberto Fusi, comasco 52enne residente con la madre in via Zezio.
Un tragico gioco, da quanto sarebbe emerso dopo l’indagine lampo dei carabinieri della compagnia di Como e del nucleo investigativo. La vittima era in casa di Ballan, assieme ad altri due amici. Avrebbero iniziato a “giocare” con le pistole del proprietario di casa, appassionato di armi. Pistole cui – a detta dell’imputato – erano stati tolti i caricatori. Eppure un colpo sarebbe rimasto in canna, un proiettile partito per sbaglio proprio mentre la vittima invitava l’amico a sparare. Versione che sarebbe stata confermata anche dagli amici poi scappati spaventati dalla casa. Ballan, che di professione è un autista di pullman, sotto shock, avrebbe caricato il corpo dell’amico in macchina (una Jeep Cherokee che è poi stata posta sotto sequestro) e avrebbe percorso la Lariana fino alla piazzola di Pognana Lario dove avrebbe lasciato il cadavere. Sul posto i carabinieri hanno recuperato anche la Glock calibro 9×21 – regolarmente dichiarata – da cui sarebbe partito il colpo.
L’uomo è accusato dal pubblico ministero Mariano Fadda di omicidio colposo, occultamento di cadavere, porto illegale della pistola e della detenzione illegale di una carabina calibro 22. In casa aveva un vero e proprio arsenale: i militari hanno sequestrato anche una semiautomatica Beretta, una rivoltella calibro 357 magnum, una pistola calibro 48 e un fucile a pompa calibro 12, oltre a un lungo elenco di caricatori e cartucce.

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