Uccisa a bastonate e soffocata la donna seppellita a Tavernerio

mummiatavernerioMaddalena Calabria scomparve nel 1993. Ora i Ris hanno appurato che il suo corpo è quello trovato per caso all’esterno del campo santo comasco. Ci sono due indagati per omicidio

Maddalena Calabria, 39 anni di Molteno, sarebbe stata uccisa nell’estate del 1993 per soffocamento (con un sacchetto di plastica) e con delle bastonate. Per poi essere nascosta sotto terra all’esterno del cimitero di Tavernerio e ritrovata per caso nel corso di lavori di scavo avvenuti nel dicembre 2001. A venti anni di distanza da quel fatto di sangue maturato a cavallo tra la provincia di Lecco e quella di Como, c’è una inattesa svolta nelle indagini su quel corpo mummificato che per lungo tempo è rimasto senza nome.
 Sono due gli indagati, chiamati dalla Procura manzoniana a rispondere di omicidio e di occultamento di cadavere. Sono Fabio Citterio, di Lurago d’Erba, e Tiziana Molteni, di Dolzago. Nomi già entrati a far parte della cronaca nera nazionale per l’omicidio a colpi di pistola di Antonio Carroppa, 42 anni, avvenuto lo scorso mese di maggio a Paderno d’Adda. Tanto che proprio dalle indagini attorno a quest’ultimo delitto, gli inquirenti sarebbero riusciti a dare un nome al cadavere trovato a Tavernerio e poi, addirittura, a iscrivere due persone sul registro degli indagati. Decisive sarebbero risultate le indagini dei Ris di Parma sui reperti ottenuti nel 2001 dal corpo mummificato. Nell’avviso di garanzia inviato ai due indagati sarebbero, come detto, indicate anche le modalità con cui venne uccisa la donna, per soffocamento con un sacchetto di plastica e mediante una serie di bastonate. Il movente, secondo la procura di Lecco, sarebbe da collegare ad una rapina in villa – avvenuta a Oggiono – in cui Maddalena (che venne picchiata e legata) era domestica. Assalto avvenuto pochi giorni prima della sua sparizione e che potrebbe far pensare all’intenzione dei malviventi di far sparire una testimone scomoda.

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