Uccise don Roberto a San Rocco, a giugno comparirà davanti al giudice

Don Roberto Malgesini

Aveva ucciso don Roberto Malgesini a coltellate in piazza San Rocco. Un delitto premeditato, secondo quanto sostenuto dalla Procura, e con la mente lucida, non annebbiata da una eventuale incapacità di intendere e di volere che il consulente non ha riscontrato. Accuse pesantissime, da ergastolo se dovessero essere confermate di fronte a una eventuale Corte d’Assise.

Prima però c’è da passare dall’udienza preliminare. E l’ufficio del Gup Francesco Angiolini ha fissato la data dell’udienza che si terrà a giugno, il 16. Il pubblico ministero Massimo Astori nelle scorse settimane aveva chiesto il rinvio a giudizio per Ridha Mahmoudi, tunisino di 53 anni, che all’epoca dell’omicidio era domiciliato e trascorreva le notti al dormitorio presso l’oratorio di Sant’Orsola. Per il pm l’omicidio fu spietato, preparato per giorni. L’agguato avrebbe dovuto consumarsi il 14 settembre 2020 ma fu poi spostato al giorno successivo, il 15 settembre, per farlo combaciare in maniera simbolica con la data dell’udienza davanti al giudice di Como, dove l’indagato era chiamato a rispondere delle violazioni alla legge sull’immigrazione. L’obiettivo avrebbe dovuto essere il suo avvocato, uno dei componenti del presunto complotto di cui Mahmoudi credeva di essere vittima. Per questo aveva pattugliato più volte le strade attorno al Tribunale, nella speranza di incrociarlo. Poi il mirino si era spostato su una vittima più facile, quel don Roberto che da anni lo aiutava. Don Roberto fu ucciso in piazza San Rocco, sotto casa sua e nei pressi della chiesa, mentre si preparava a portare le colazioni ai senzatetto della città. Mahmoudi lo aspettò, gli andò incontro con la scusa di un mal di denti. Don Roberto fece in tempo a preoccuparsi per lui un’ultima volta, dicendogli che poi l’avrebbe portato in ospedale, finito il giro delle colazioni. Appena il prete si voltò, l’uomo lo colpì con più fendenti.

Fatale secondo l’autopsia sarebbe stato lo «shock emorragico» successivo a un colpo al torace che avrebbe perforato il polmone sinistro. Don Roberto si accasciò sotto l’albero che ancora oggi è meta di pellegrinaggio.
Il suo aggressore non scappò, ma infierì ancora sul corpo senza vita, causando una ampia ferita al collo. Si ferì (a una mano, la sinistra) anche Ridha Mahmoudi, tanto che nell’allontanarsi da piazza San Rocco, visto da più testimoni e ripreso dalle telecamere (tutto materiale che è nel fascicolo del pm) lasciò una lunga scia di sangue fino alla caserma dei carabinieri di Como, dove di presentò dicendo di aver ucciso un prete. Erano le 7.20 della mattina del 15 settembre: don Roberto era già morto da almeno un quarto d’ora.

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