Uccise il barista viaggiando contromano: condannato

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La tragedia di Cucciago
Cinque anni e cinque mesi per il 39enne. La famiglia della vittima farà la causa civile

Cinque anni e cinque mesi (nonostante lo sconto di pena di un terzo per il rito Abbreviato) per le accuse di omicidio colposo, ricettazione e omissione di soccorso.
Ha decisò così, ieri mattina, il giudice dell’udienza preliminare Nicoletta Cremona. In aula si è discusso dell’incidente stradale che costò la vita al barista brianzolo Maurizio Punzi, che in sella alla sua Ducati, la sera del 10 maggio

scorso, si scontrò frontalmente con un furgoncino Renalt Kangoo che procedeva contromano.
Al volante l’imputato Carmine Cirillo, 39enne di Milano, ieri assente e rappresentato dal suo avvocato Samuel Auguadro.
Non è stato deciso alcun risarcimento del danno, in quanto i famigliari della vittima (assistiti dall’avvocato Maria Cristina Forgione) hanno deciso di rivolgersi al tribunale civile. Il giudice ha poi accolto le richieste dell’accusa (pm Simone Pizzotti) condannando l’imputato a un anno e 4 mesi per la ricettazione (in quanto l’auto su cui viaggiava è risultata rubata), 3 anni e 4 mesi per l’omicidio colposo e nove mesi per l’omissione di soccorso, per un totale come detto di 5 anni e 5 mesi.
Tra l’altro, da venerdì scorso Cirillo è tornato in libertà con il solo obbligo di firma. È stata infatti accolta l’istanza di revoca dei “domiciliari” presentata proprio dall’avvocato Samuel Auguadro che ora, una volta depositate le motivazioni della decisione, valuterà se rivolgersi al tribunale d’Appello.
L’incidente risale alla scorsa primavera. Punzi, chiuso il suo bar di Cicciago, stava rientrando verso casa a Cantù quanto si trovò sulla propria corsia una Kangoo che proseguiva contromano. Al volante un uomo che poi, tra l’altro, ammise di essersi messo alla guida ubriaco.
Il 39enne milanese, dopo l’incidente, lasciò il furgoncino in mezzo alla strada e si allontanò a piedi, senza preoccuparsi né delle condizioni di Maurizio Punzi né di chiamare i soccorsi.
Secondo quanto riferito in seguito ai carabinieri, Cirillo vagò nei boschi per tutta la notte per poi tentare di prendere un treno e tornare a Milano il giorno successivo. I militari dell’Arma, tuttavia, lo identificarono lavorando senza sosta sulle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza della zona dell’incidente. Così, meno di 48 ore dopo la morte del barista di Cucciago, i carabinieri erano davanti all’abitazione del pirata per arrestarlo.

M.Pv.

Nella foto:
La Ducati di Maurizio Punzi, il barista di Cucciago morto lo scorso mese di maggio

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