Uccise la suocera: la Procura chiede il processo. Il fatto di sangue a Vighizzolo

Omicidio Vighizzolo

La Procura di Como, a firma del pubblico ministero Massimo Astori, ha chiesto al giudice dell’udienza preliminare il rinvio a giudizio di Massimiliano Bellugi, 41 anni, accusato dell’omicidio volontario della suocera, Celestina Castiglia, 79 anni, avvenuto nella casa di famiglia a Vighizzolo la mattina del 1° ottobre del 2019.
Quel giorno, dopo l’ennesimo litigio maturato mentre la donna stava tagliando il prato e facendo lavori di casa, il compagno della figlia sarebbe salito in casa, avrebbe preso un coltello da cucina e sarebbe sceso si nuovo di sotto, raggiungendo la suocera nel locale adibito a ripostiglio-lavanderia.
Qui, l’avrebbe colpita più volte, almeno otto, con fendenti all’addome, alla schiena, al torace e pure alla gola, quest’ultima verosimilmente la lesione poi risultata fatale. La Procura di Como in questi mesi – con l’aiuto dei carabinieri della compagnia di Cantù e del nucleo operativo di Como che da subito indagarono per ricostruire l’accaduto – hanno raccolto verbali e dichiarazioni dei parenti, ma anche dell’indagato che non ha mai negato gli addebiti.
Un fascicolo che si è poi arricchito di consulenze tecniche grazie all’esame autoptico e all’estrapolazione delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza della stessa casa.
Le fasi precedenti al delitto, infatti, furono riprese dalle telecamere, che immortalarono il 41enne entrare nel proprio appartamento al primo piano della palazzina, poi scendere tenendo qualcosa nella manica della maglia (verosimilmente il coltello) per sparire infine all’interno della lavanderia, punto che non era ripreso.
Qui, come detto, avvenne l’aggressione mortale.
Bellugi ammise tutto sia davanti al pm, sia davanti al giudice. Assistito dall’avvocato Stefano Amirante, ripercorse i drammatici istanti della tarda mattinata di ottobre, l’ennesima lite con Celestina Castiglia, la mamma della sua compagna, le coltellate alla donna, e pure la chiamata ai carabinieri per informare i militari di quanto era avvenuto.
L’arresto avvenne nel parcheggio dell’ospedale di Cantù, dove il sospettato attese l’arrivo delle “gazzelle”.
L’uomo raccontò di non poterne di più di quei continui rimbrotti, delle prese in giro, dei litigi con la suocera, che lo considerava come un buono a nulla. L’ultimo scontro mentre la donna, 79 anni, stava tagliando il prato sul retro della casa di famiglia.
Nell’abitazione di via Cartesio a Vighizzolo, i litigi pare fossero all’ordine del giorno e in più occasioni era stato chiesto anche l’intervento delle forze dell’ordine. Celestina però, sembra non avesse mai voluto formalizzare alcuna denuncia contro il compagno di sua figlia.
Ora, a fascicolo chiuso, si attende la fissazione dell’udienza di fronte al giudice di Como.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.