Uccise l’amico per errore: esce dal carcere e va ai domiciliari

Il punto tra Faggeto e Pognana dove venne ritrovato il corpo

Il giudice delle indagini preliminari di Como, dopo aver sentito il parere favorevole del pubblico ministero, ha concesso i domiciliari ad Antonio Ballan, il 51enne residente in città accusato di aver sparato per errore ad un amico, nel corso di una serata in compagnia, uccidendolo.

La vittima, Roberto Fusi, comasco 52enne, abitava con la madre in via Zezio. Ballan, spaventato, lo caricò nel bagagliaio dell’auto e percorse la lariana fino ad un’area di sosta a Faggeto Lario dove fu poi ritrovato alla mattina successiva dall’autista di un autobus.

Il gip di Como, nello scrivere che comunque permane «l’esigenza cautelare», ha sostituito la misura del carcere con i domiciliari. «Devono valutarsi positivamente – scrive il giudice – le piene ammissioni di responsabilità e le manifestazioni di resipiscenza espresse dall’indagato». «Pertanto può essere ritenuta idonea a prevenire il pericolo di reiterazione del reato la misura degli arresti domiciliari».

L’indagato già nel pomeriggio di giovedì, è uscito dal carcere. «Ha confessato e ha tenuto una condotta collaborativa fin da subito – ha commentato il suo avvocato, Riccardo Guido – Ha chiarito i fatti assumendosi la responsabilità ma chiarendo anche la dinamica. Le esigenze cautelari non c’erano. Non c’era rischio di inquinamento delle prove, è incensurato, non può scappare perché è di Como».

Il dramma avvenne tre settimane fa in una casa del centro. Nel corso di una serata tra amici, i presenti chiesero a Ballan di vedere le sue armi regolarmente detenute (tranne una che è poi stata sequestrata). L’indagato aveva però tolto tutti i caricatori. Per cui, dopo che si assentò per pochi attimi, non ebbe nulla da obiettare alla richiesta della vittima di far finta di sparargli con una pistola dotata di puntatore laser. Il colpo però era in canna e l’amico rimase ucciso da un proiettile che lo raggiunse alla fronte.

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