Uccise l’amico per errore in centro a Como: torna libero

Tribunale di Como

«Il quadro probatorio è ormai cristallizzato», e l’imputato nel corso del procedimento che lo ha riguardato, ha evidenziato «un positivo contegno, ammettendo gli addebiti contestati e rendendo dichiarazioni ampiamente confessorie». Valutazioni che per il giudice di Como, Laura De Gregorio, rendono sostituibile la misura della detenzione ai domiciliari con quella meno afflittiva dell’obbligo di firma di fronte alla polizia giudiziaria due giorni alla settimana. Da ieri, Antonio Ballan è dunque tornato libero, salvo l’unico e già citato vincolo dell’obbligo di firma. Il giudice ha dunque sciolto la riserva dopo l’istanza presentata dall’avvocato Riccardo Guido, successiva al patteggiamento a quattro anni per l’omicidio dell’amico Roberto Fusi, comasco 52enne. Il dramma avvenne a marzo in una casa del centro. Nel corso di una serata tra amici, i presenti (era in quattro) chiesero a Ballan (41 anni) di vedere le sue armi regolarmente detenute (tranne una che è poi stata sequestrata). Ballan aveva però tolto tutti i caricatori. Per cui, dopo che si assentò per pochi attimi, non ebbe nulla da obiettare alla richiesta della vittima di far finta di sparargli con una pistola dotata di puntatore laser. Il colpo però era in canna e l’amico rimase ucciso da un proiettile in fronte.

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