Uccise per una capra: arriva in aula l’omicidio di Livo

Pierina Alietti Gherbi, 59 anni, allevatrice del paese dell’Altolago, fu freddata con tre colpi di pistola esplosi da Valindo Rossini, 62 anni: l’udienza il 27 settembre
La difesa ha chiesto il rito abbreviato subordinato alla concessione della perizia psichiatrica
A meno di dieci mesi dai tre colpi che posero fine alla vita dell’allevatrice di capre di Livo, Pierina Alietti Gherbi, 59 anni, l’aula del tribunale di Como si aprirà per accogliere l’uomo che, il 3 dicembre 2010, le sparò.
Il pubblico ministero, Alessandra Bellù, ha infatti chiesto e ottenuto dal giudice delle indagini preliminari il giudizio immediato per Valindo Rossini, 62 anni, ritenendo dunque la presenza di «prove evidenti» necessarie per questo rito.
La difesa, con l’avvocato

Vito Zotti, ha optato a sua volta per il rito abbreviato subordinando questa scelta – su cui è chiamato a esprimersi il gup di Como, Nicoletta Cremona, e che eventualmente porterebbe ad uno sconto di pena di un terzo – alla concessione di una perizia psichiatrica. L’appuntamento con l’aula è per le ore 10 di martedì 27 settembre.
Quel giorno, anche i familiari della vittima – il marito, i figli, il padre – saranno presenti al palazzo di giustizia di Como per costituirsi parte civile, rappresentati dall’avvocato Noelle Meroni.
L’accusa formulata dalla procura di Como parla di omicidio volontario aggravato da futili motivi.
Quel giorno infatti a Livo, intorno a mezzogiorno, una capra scappò dal gregge di Pierina infilandosi nel giardino di Valindo per mangiare degli ortaggi. Un evento da cui nacque il litigio tra il marito della vittima e il Rossini. Il tutto mentre la donna entrava nella proprietà per riprendersi la capra. Fu proprio a questo punto che Valindo estrasse una pistola esplodendo tre colpi di arma da fuoco in direzione della schiena di Pierina, che cadde a terra nella neve che in quei giorni ricopriva i monti lariani. Inutili furono gli immediati soccorsi prestati alla vittima, che morì poco dopo per le serie lesioni agli organi vitali causate dai proiettili esplosi da distanza ravvicinata. L’omicida si diede poi alla fuga, costituendosi alla stazione dei carabinieri di Gravedona per poi essere trasferito nella caserma di Menaggio e in seguito al Bassone.
Prima di giungere alla richiesta di giudizio immediato, la difesa aveva già tentato la strada dell’istanza della perizia psichiatrica con il giudice delle indagini preliminari, Alessandro Bianchi, che tuttavia la respinse.
La vittima, Pierina Alietti Gherbi, allevatrice molto conosciuta in Altolago e proprietaria di un gregge di una ottantina di capre, avrebbe dovuto, il giorno successivo all’omicidio, partecipare ad una esposizione zootecnica, la “Mostra della capra lariana”. Un evento a cui non arrivò mai, uccisa con tre colpi di pistola a bruciapelo per degli ortaggi mangiucchiati da una delle sue bestie tanto amate.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Il corpo della vittima disteso sulla neve di Livo, il 3 dicembre del 2010

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