Ucciso a Desio: aveva casa a Chiasso

Non si placano in tutta la Brianza i fatti di sangue.
L’ultimo agguato, quello che è costato la vita a un 51enne originario della Sicilia, Paolo Vivacqua, porta di nuovo in primo piano quella fascia a Nord di Milano compresa tra la Brianza e il confine svizzero. La vittima, infatti, freddata nel suo ufficio di Desio lunedì pomeriggio scorso (con sette colpi di pistola mentre si trovava al telefono), abitava tra Lugano e Chiasso, proprio a ridosso del confine con Como.
Il delitto

risale all’inizio della settimana, ma gli inquirenti faticano a dare un movente a quanto accaduto. Di certo ci sono le modalità dell’omicidio, quei colpi a sangue freddo che richiamano all’azione di un sicario, anche se nessuna ipotesi al momento è stata ancora scartata. Le indagini si sono allargate anche alla Sicilia, terra di origine di Vivacqua che era di Ravanusa, in provincia di Agrigento. Il 51enne dal 2009 aveva trasferito la sua residenza dalla Brianza alla Svizzera, dopo essere stato coinvolto in una inchiesta per una frode fiscale da 180 milioni di euro.
A Lugano aveva poi avviato una società per il commercio e lo smaltimento dei metalli.
Difficile, però, capire, al momento, che cosa abbia potuto portare l’imprenditore siciliano, con casa con vista sulla dogana, a morire sotto una gragnuola di colpi sparati tutti da una stessa arma e per mano di un killer che per gli inquirenti sarebbe giunto appositamente dalla Sicilia.

Mauro Peverelli

Nella foto:
L’uomo ucciso aveva un appartamento nei pressi del confine

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