Cronaca

Ucciso per un pc: arrestato comasco. Ad incastrarlo sono state le telecamere di una scuola

Dramma a Paderno d’Adda. La moglie della vittima ha visto quanto stava avvenendo
In manette anche la cugina. La vittima è Antonio Caroppa, padre di una bimba di 5 anni

Si è presentato sotto casa, in compagnia di una cugina. Ha citofonato a quell’uomo con cui di recente aveva litigato per questioni legate ai pc che gli aveva riparato. Male, secondo l’interlocutore. Con un pretesto, l’ha fatto scendere nel corridoio dei box. «Ieri le ho tamponato l’auto, volevo risarcirla». Qui, però, la scena è degenerata. E alla fine, immerso in una pozza di sangue colpito alla gola da un colpo di pistola calibro 38, è rimasto il corpo senza vita di Antonio Caroppa, 42
anni, sposato e padre di una bambina di 5 anni.
In carcere, con l’accusa di omicidio, c’è Fabio Citterio, 45 anni, residente a Lurago d’Erba in via Fermi, e una sua parente 53enne di Dolzago. Citterio, consulente informatico separato e padre di una figlia minorenne, è ora rinchiuso in una cella del Bassone. Inspiegabili, al momento, i motivi che hanno portato all’omicidio.
IL DELITTO
Via Roma, civico 4c, Paderno d’Adda. Sono le 22.30 della sera di giovedì. La famiglia Caroppa ha appena finito di giocare a pallone nel giardino di casa. Una bella palazzina di colore giallo con più famiglie. Suona il citofono. Risponde la moglie: «Mi scusi, mi passi suo marito, lui non si è accorto ma gli abbiamo tamponato la macchina». Antonio Caroppa scende nei garage, sposta l’auto per verificare che sia tutto vero. Poi, improvvisamente, una coppia lo blocca. L’uomo lo tiene alle spalle, la donna gli punta addosso qualcosa, forse un coltello, forse la pistola. Passano i minuti. La moglie di Caroppa si preoccupa, scende approfittando della figlia che nel frattempo si è addormentata, apre la porta del corridoio e si trova di fronte alla scena. Scappa e inizia a urlare. I vicini si affacciano alla finestra. A questo punto si sente un colpo e, pochi attimi dopo, un uomo e una donna che scappano a piedi. La vittima, riversa in un lago di sangue con un foro alla gola, muore poco dopo.
LE INDAGINI
A incastrare il 45enne di Lurago d’Erba sono le telecamere del comune di Paderno d’Adda piazzate nei pressi di una scuola. Proprio in quel punto avevano parcheggiato l’auto i due killer. E ieri mattina, all’alba, i militari dell’Arma hanno suonato alla porta di Citterio, dopo essere risaliti a lui dalla targa della Daewoo usata per la fuga. I carabinieri ritrovano l’auto, ma anche indumenti sporchi di sangue. Il passo successivo è risalire alla donna, 53 anni, di Dolzago, cugina alla lontana di Citterio. I due finiscono in cella. Nel frattempo, i militari rimasti a Paderno mettono sotto sequestro il garage e perlustrano palmo a palmo il luogo del delitto. Alla fine il lavoro viene premiato: la pistola, con matricola abrasa, viene ritrovata sotto un albero poco distante dalla casa del delitto. Il 45enne lariano non aveva il porto d’armi.
IL MOVENTE
Inspiegabile. La certezza è solo quella che Citterio, informatico, di recente aveva riparato un pc alla vittima. Riparazione che tuttavia Antonio Caroppa non riteneva essere stata fatta nel modo dovuto. Da qui in avanti sono solo supposizioni: probabile che tra vittima e i killer siano nate discussioni in merito al pagamento. I due erano già stati visti litigare in almeno due situazioni. Difficile tuttavia pensare che da una simile banalità potesse germogliare il seme che ha poi portato al dramma di giovedì sera. C’è poi da capire il ruolo giocato dalla donna che, secondo quanto raccontato dalla moglie di Antonio, teneva qualcosa puntato alla gola del marito. Lungo la via di fuga sono poi state trovate tracce di sangue: possibile che Caroppa abbia reagito ferendo i suoi aguzzini. Lasciando poi spazio a quello sparo nel silenzio che ha squarciato la notte di un tranquillo condominio di Paderno d’Adda, travolgendo una famiglia e una bimba di cinque anni messa di fronte ad un dramma troppo grande.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Le tracce di sangue lasciate sull’asfalto dai fuggitivi (foto Cardini)
12 Mag 2012

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