Uffici pubblici nell’ex caserma De Cristoforis: «Opportunità strategica per Como e i comaschi»

Caserma Carlo de Cristoforis Como

Da caserma militare a “Federal building”, la locuzione che negli Stati Uniti indica un edificio in cui sono concentrati più uffici della pubblica amministrazione.
La possibile destinazione della De Cristoforis di piazzale Monte Santo, fino al 1996 casa del Battaglione Como, smantellato con la fine della leva obbligatoria, è tornata a irrompere nel dibattito cittadino. L’Agenzia del Demanio, come ha spiegato il sindaco Mario Landriscina a Etv, procede nel progetto di ospitare nell’ex caserma, oggi centro documentale, alcuni uffici ora nel centro città, ovvero Prefettura, Direzione territoriale del Lavoro, Archivio di Stato, Agenzia delle Entrate, Commissione tributaria provinciale, Provveditorato agli studi e perfino la Questura, che si troverebbe così a pochi metri dal comando dei carabinieri.

«Un’opportunità per Como» secondo il presidente di Ance Como, Francesco Molteni. «Una zona dedicata agli uffici pubblici, ben collegata con la viabilità, e che assorba il movimento dell’utenza, porta sicuramente benefici. Tutta la zona andrebbe a rivitalizzarsi con una serie di servizi alle persone, compresi bar e ristoranti. Verrebbe a crearsi un nuovo quartiere». Il presidente degli edili vede nel progetto, pur complesso, una delle poche vie possibili per riqualificare l’ex caserma. «Pensare a destinazioni diverse per un simile edificio sarebbe complicato – dice – Se si vuole, Como ha una grande fortuna, ovvero che le grandi aree da riqualificare sono pubbliche. Se Stato, Comune e Regione si muovono con una visione amministrativa, il risultato può essere anche migliore dell’azione di privati su aree private».

Molteni pensa anche agli edifici che verrebbero liberati dai servizi. «Si tratta di palazzi significativi nel cuore della città – dice il presidente di Ance – Ognuno con sue caratteristiche. Oggi Como, nelle sue ricollocazioni in centro, ha aperto al turismo e ai servizi dedicati. Si dovrà tenerne conto anche per gli spazi lasciati liberi».

La possibilità di dare una nuova vita alla caserma affascina anche il noto architetto Joseph Di Pasquale.
«La funzione pubblica di un’area crea frequentazione – spiega l’architetto – Questo non è però che l’innesco per riqualificare il quartiere, poi ci vuole la paglia intorno, affinché il fuoco prenda nel modo giusto. In due parole, servono pianificazione e strategia. Si deve pensare a quelli che frequentano gli uffici e alle loro esigenze. Creare dinamiche autopropulsive. La strategia può nascere anche dall’idea di come ristrutturare la caserma. Si vuole mantenerne le caratteristiche di edificio chiuso? Oppure aprirla verso il contesto esterno? In ogni caso, la spinta per la città sarà sicuramente positiva».

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